Boom di libri ‘romance’ in Italia: +120% di vendite in 5 anni

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I dati sono riportati dal professor Roberto Cicala nel suo nuovo libro “I meccanismi dell’editoria. Il mondo dei libri dalla carta all’intelligenza artificiale”

Il ‘romance’ (in inglese significa semplicemente ‘romanticismo’) è il genere narrativo di maggiore sviluppo a cavallo della pandemia dopo i fumetti, cresciuti di oltre il 200%, con un ridimensionamento recente. Dal 2019 al 2024 in Italia le vendite dei ‘romance’ sono cresciute del 120%.

I dati sono riportati da Roberto Cicala, docente di editoria libraria e multimediale all’Università Cattolica ed editore di Interlinea, direttore del master in editoria dell’Università di Pavia, nel suo nuovo libro “I meccanismi dell’editoria. Il mondo dei libri dalla carta all’intelligenza artificiale” (Il Mulino, 2025).

Nel 2024, secondo i dati elaborati dall’Aie, sui 23 milioni di spesa in libri in meno rispetto all’anno prima gran parte della tenuta si deve a narrativa italiana con buona fetta di ‘romance’. Comparando i soli primi quattro mesi di ogni anno, nel 2017 abbiamo avuto 7,9 milioni di vendite di romanzi d’amore a prezzo di copertina, di cui quasi 15% di autori italiani, e nel 2024 un balzo a 17 milioni di cui poco più del 50% italiani, con una crescita notevole e con autori e lettori non soltanto femminili.

Questa onda rosa sul mercato è trainata da autori e autrici italiane, sebbene spesso sotto pseudonimi, con una prevalenza di lettori tra i 25 e i 54 anni, secondo i dati Aie. La lettura si è estesa grazie soprattutto al passaparola su TikTok, all’origine di fenomeni editoriali come “Dammi mille baci”, terzo libro più venduto in Italia nel 2023, anche con il lavoro di piccole case editrici indipendenti specializzate, come Always Publishing che ha in catalogo l’inglese Tillie Cole. Sul ‘romance’ pesa il pregiudizio di essere genere di serie B, ma è un mito in parte da sfatare, sostiene Cicala, facendo riferimento alla tradizione di queste storie d’amore che creano un patto tra autore e lettore fatto di evasione, leggerezza, lieto fine.

La nascita del genere ‘romance’, spiega l’esperto di editoria Roberto Cicala ripreso da Adnkronos, può essere identificata in autori inglesi come Samuel Richardson (Pamela), Jane Austen (Orgoglio e pregiudizio) o Charlotte Brontë (Jane Eyre); come è successo per i gialli, la definizione di ‘rosa’ deriva in Italia da una scelta editoriale, quando Salani inaugura “La biblioteca delle signorine” nel 1912 con copertine dallo sfondo rosa, specie sul dorso. Negli anni ’30, con Liala, lascia il posto a “I romanzi della rosa”, con testi anche inglesi e americani. Degli anni ’80 è la joint venture tra la canadese Harlequin Enterprises e Mondadori con la collana “Harmony”, dalla fusione dei due nomi, venduta in edicola a basso costo con un successo che dura ancora oggi (il primo titolo del 1981 è di Anne Mather, naturalmente uno pseudonimo, “Per l’amore di un gitano”). Attualmente in Italia il genere ha un’autrice di punta in Sveva Casati Modignani (pseudonimo di Bice Cairati), accanto alla più giovane Felicia Kingsley: a dispetto del nome straniero, altro nom de plume, è l’italiana Serena Artioli che, ispirandosi ai personaggi di Harry Potter, ha fatto le prime prove su piattaforme on line, come Erin Doom.

Tra i successi che hanno fatto emergere il genere si possono ricordare “After” di Anna Todd, “Cinquanta sfumature di grigio” di E.L. James e i best seller dello statunitense Nicholas Sparks, ambientati in Carolina del Nord, con oltre 100 milioni di copie vendute, accanto al fenomeno Colleen Hoover edito in Italia da Sperling Kupfer, specializzata negli infiniti sottogeneri secondo trend diffusi sui social: dal romantasy al dark, dal romcom al regency, dallo sport romance al chick lit, con numerosi tropes (schemi o temi ricorrenti) per ciascun romanzo, da enemies-to-lovers o friends-to-lovers (nemici-amanti o amici-amanti) a forced proximity (vicinanza forzata che crea una passione inattesa) o fake dating (falsi legami) ecc.

Dal punto di vista del publishing, cioè le modalità di pubblicazione, le copertine dei romance spesso hanno un’illustrazione non fotografica e, secondo Sebastiano Barcaroli, art director di Newton Compton, “paradossalmente si passa attraverso la rassicurazione per arrivare allo stupore con una strizzata d’occhio a una comprensione immediata di tutti gli elementi contenuti in pochi centimetri quadrati”.