‘Il Sogno’ di Benigni: Manifesto Ventotene dentro un pollo, alla faccia dei social e di Musk

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“Saluto il Presidente della Repubblica Mattarella, so che ci sta guardando, grazie presidente”. In apertura della serata tv di ieri sera sulla Rai nella trasmissione ‘Il sogno’, Roberto Benigni saluta il capo dello stato e poi rivolge un augurio di pronta guarigione a papa Francesco. Benigni cita le parole di Bergoglio sulla pace per poi concludere: “Che papa che abbiamo!”.

“Abbiamo fatto tante cose brutte ma ne abbiamo fatte anche di belle, noi europei: è giusto ricordarsi chi siamo, c’è da essere orgogliosi di essere europei”.

“L’Unione europea, grigia e confusa, abitata da burocrati? Sì in parte, ma è la più grande costruzione politica-economica degli ultimi 5000 anni”.

“Vi voglio parlare dell’Unione Europea. Mi direte ‘fermo, Benigni’. Quell’Unione confusa di paesi ognuno con la sua lingua, quell’ente sovranazionale freddo e distante tra Bruxelles e Strasburgo. Non si capisce a cosa serva, se non a dare lavoro ai burocrati grigi… ci vuoi parlare di questo?’. In parte la vedo anche io come la vedete voi, ma penso che l’Ue sia la più grande costruzione istituzionale, politica, sociale e economica degli ultimi 5000 anni realizzata dall’essere umano sul pianeta Terra”, dice Benigni.

“L’Unione Europea -continua- è un progetto, una speranza, un sogno ma soprattutto un caso unico nella storia dell’umanità. E’ l’unica volta in cui stati sovrani in pace scelgono liberamente di concedere sovranità a un’istituzione comune: non la divisione ma l’unità, un colpo di scena della storia, una rivoluzione silenziosa che può trasformare il mondo. L’Unione Europa si fonda sulla pace, non è qualcosa di freddo e distante. E’ un sogno, un’emozione. Bisogna provare gioia per il fatto di essere europei. Io sono un europeista estremista, sono innamorato dell’Europa. Ora che ci siamo uniti, il risultato è stupefacente. Tutti i miei antenati hanno conosciuto la guerra. Io non la conosco, appartengo alla prima generazione europea che non conosce la guerra. E’ una cosa colossale, miracolosa”.

Manifesto Ventotene commovente e entusiasmante

“La pagina più commovente ed entusiasmante” della nascita dell’Unione europea è stata “qui in Italia, in una piccola isola del Tirreno che si chiama Ventotene. Nel 1941 succede una cosa incredibile, qualcuno ha un’idea, di cambiare tutto, l’idea dell’unità europea. E non era facile, intorno era tutto rovine e morti. Tre uomini Eugenio Colorni, Ernesto Rossi, Altiero Spinelli pensarono al nostro futuro, con un documento che era un sogno e anche di una concretezza e profondità straordinaria”. “Sono eroi della nostra storia”, rimarca.
“Nel Manifesto di Ventotene c’è l’idea di un’Europa unita, non era un’idea nuova ma per la prima volta quest’idea diventa un progetto politico, un programma realizzabile. Certamente contiene alcune idee superate, ma Altiero Spinelli stesso lo ha detto e ripetuto più volte, era pur sempre il 1941… ma non per questo viene meno la sua visionarietà. Sarebbe come dire buttiamo la Bibbia perché c’è scritto che il sole gira attorno alla terra… Il vero punto centrale del Manifesto di Ventotene è chiaro ed attualissimo: superare i nazionalismi, che avevano distrutto un Continente, per costruire un’Europa unita”. Lo dice Roberto Benigni nel suo show tv ‘Il Sogno’. “Uno dei documenti più straordinari dell’ultimo secolo -ricorda ancora Benigni- è stato scritto sulle cartine delle sigarette e nascosto e fatto uscire all’interno di un pollo, per superare i controlli. Alla faccia dei social, di Elon Musk, hanno diffuso il Manifesto attraverso un pollo arrosto”, scherza ancora Benigni.

Nazionalismo è guerra e morte

“Il nazionalismo nella storia ha provocato milioni di morti, è guerra, è stato il carburante di tutte le guerre: non è una ideologia politica, è una fede. Sta sopra di tutto, la Nazione…la Nazione, sta sopra a Dio”.
“Il nazionalismo -avverte- è una malattia come il morbillo, si nasconde da patriottismo. Io sono patriota, amo la mia patria come la mia mamma… Lo stile di vivere italiano è il più bello del mondo, ma non ho intenzione di imporlo a nessuno…Patriottismo e antinazionalismo possono stare insieme, come dimostra Garibaldi. I nazionalisti odiano il mondo, vogliono che abbiamo paura e hanno paura di tutto. E la paura è all’origine di quasi tutte le stupidaggini umane. Il nazionalismo ha sempre prodotto guerre e odio, perché si ritengono superiori, ritengono la propria nazione migliore delle altre”, rimarca ancora Benigni.