“Trump ha già pesantemente danneggiato il giornalismo indipendente in America. Quanto altro può fare rimane e’ una domanda aperta”.
Dan Rather, un mito del giornalismo americano, oggi novantenne, famoso conduttore del telegiornale CBS Evening News per 24 anni, dal marzo 1981 al marzo 2005, collaboratore 60 Minutes sempre sulla Cbs, direttore e conduttoredal 2006 al 2013 su AXS TV Dan Rather Reports, ha aperto un suo spazio sulla piattaforma di newsletter Substak, dove racconta e commenta quello che succede nella società americana. Ultimamente è molto critico contro gli attacchi alla libertà di espressione e al giornalismo di Trump e dei suoi stretti collaboratori Elon Musk e il vicepresidentre Vance, come per il caso Voice of America ” il tentativo di Donald Trump, che per mettere a tacere la verità, ha sfasciato un’agenzia federale che trasmetteva notizie in tutto il mondo – perché non erano notizie pro-Trump o propaganda Fox, ma giornalismo pro-democrazia che fornisce informazioni a parti del globo in cui una stampa libera è minacciata o inesistente”.
Dan Rather racconta della firma da parte del presidente di un ordine esecutivo per riformare l’Agenzia degli Stati Uniti per i media globali, finora un’organizzazione ombrello per i notiziari finanziati a livello federale come Voice of America, che raggiungono collettivamente 420 milioni di persone, in 100 paesi, in 63 lingue. La programmazione di USAGM può essere letta, vista o ascoltata in dittature come Cuba, Cina, Russia e Afghanistan, anche se non sempre facilmente. In Corea del Nord nel 2020, un pescatore è stato giustiziato per aver ascoltato segretamente Radio Free Asia mentre era in mare”.
Racconta Dan Rather che entro “lunedì 17 marzo 1.000 giornalisti sono stati messi in congedo a tempo indeterminato per non essere cheerleader MAGA. Altri sono stati chiusi fuori dal loro quartier generale di Washington, D.C.”.
Quale è la missione dell’USAGM? “E’ triplice spiega Dan Rather : diffondere notizie a persone che altrimenti non avrebbero accesso; aiutare la diplomazia americana esaltando i principi della democrazia; e modellare il giornalismo indipendente”.
Grant Turner, l’ex direttore finanziario di USAGM, ha definito la chiusura “Bloody Saturday”, spiegando come “Le reti USAGM condividono importanti notizie, informazioni e valori americani in tutto il mondo. Ci sono voluti decenni per costruire questo sistema di valore e un pubblico di centinaia di milioni ogni settimana. Vedere i piromani dare fuoco a tutto è terribile”, ha detto alla NPR.
Steve Capus, presidente di Radio Free Europe/Radio Liberty, ha dichiarato: “Gli ayatollah iraniani, i leader comunisti cinesi e gli autocrati a Mosca e Minsk celebreranno la scomparsa di RFE/RL dopo 75 anni. Una vittoria per i nostri avversari che li rende più forti e l’America più debole.”
La controprova del danno apportato la si ha con Andy Boreham, giornalista di un giornale in lingua inglese in Cina controllato dal Partito Comunista Cinese, ha scritto su X “Ottime notizie. Chiude Radio Free Asia uno dei più insidiosi sbocchi di propaganda anti-Cina degli Stati Uniti”.
“I media gestiti dal governo degli Stati Uniti hanno avuto il loro inizio durante alcuni dei giorni più bui per la democrazia”, scrive Dan Rather. “Il 1° febbraio 1942, nel bel mezzo della seconda guerra mondiale, l’amministrazione Roosevelt lanciò Voice of America (VOA), un servizio radio creato per trasmettere storie sulla democrazia ai tedeschi e ad altri che vivono sotto il dominio nazista”.”Durante quella prima trasmissione, VOA ha fatto un impegno: “Oggi, e ogni giorno d’ora in poi, saremo con voi dall’America per parlare della guerra … Le notizie possono essere buone o cattive per noi: ti diremo sempre la verità.”

“L’antipatia di Trump nei confronti di VOA e dei suoi fratelli è antica e intrisa di rancore. Durante la sua prima amministrazione Trump ha attaccato VOA come ha fatto con gli altri media mainstream, accusandolo di rapporti imprecisi e ingannevoli. Insoddisfatto della sua copertura della pandemia di Covid, ha fatto indagare sui punti, sospendere i giornalisti e revocare i visti” dice Rather che accende un faro anche su Kari Lake, ex giornalista anchor di successo, candidata come governatore e al Senato di MAGA per l’Arizona, trumpiana di ferro che “secondo quanto riferito, ha fatto molta pressione per un ruolo di primo piano nell’amministrazione. E cosi a Lake è stato assegnato il lavoro di direttore di VOA, solo per scoprire che supervisionerà lo smantellamento dell’agenzia. Quando Trump ha annunciato la sua nomina l’11 dicembre, non sembrava che avrebbero tagliato le attività dell’Agenzia dichiarando”,sottolinea Rather, “che Lake avrebbe assicurato che i valori americani di Libertà fossero trasmessi in tutto il mondo IN MODO EQUO e PRECISO, a differenza delle bugie diffuse dai Fake News Media”.
Racconta il giornalista che “Gli amici autocrati di Trump, che sono stati a lungo oppositori delle reti di notizie internazionali pro-democrazia avevano fatto sapere al presidente il loro disappunto per lo stile di Voice of America. L’ungherese Viktor Orbán e Vladimir Putin hanno anche dato a Trump un playbook anti-stampa libera. I giornalisti che lavorano per USAGM sono stati detenuti in Russia, Crimea controllata dalla Russia, Bielorussia e Azerbaigian. Nel 2022, Orbán ha detto a una stanza piena di fedeli MAGA: “Dobbiamo avere i nostri media”, cioè i media controllare”.
Ricorda Dan Rather: “Il mio mentore di molto tempo fa a CBS News, Edward R. Murrow, era stato nominato dal presidente Kennedy a capo della United States Information Agency, il gruppo che ha supervisionato Voice of America negli anni ’60. La famosa citazione di Murrow sulla caccia alle streghe contro i comunisti del senatore Joseph McCarthy è rilevante ora come lo era sette decenni fa. “Non cammineremo nella paura l’uno dell’altro. Non saremo spinti dalla paura in un’epoca di irragionevolezza, se scaviamo in profondità nella nostra storia e nella nostra dottrina, e ricordiamo che non discendiamo da uomini timorosi – non da uomini che temevano di scrivere, parlare, di associare e di difendere cause che erano, per il momento, impopolari”.
La chiusura di Dan Rather e’ allarmante : “Quando qualcuno ha paura della verità, prende il controllo della diffusione delle informazioni o le elimina se può. Ad oggi, Trump ha impiegato entrambe queste tattiche. Ha già pesantemente danneggiato il giornalismo indipendente in America. Quanto altro può fare rimane e’ una domanda aperta”.












