“Con onestà e sincero vi dico che finché c’è questo pezzo di m… non parlo con i giornalisti. Con affetto”. Parole di Giovanni Donzelli, deputato di Fratelli d’Italia, registrate all’ingresso della Camera dei Deputati e pubblicate sul sito del Fatto Quotidiano. Frasi che il deputato FdI rivolge a Giacomo Salvini, giornalista del Fatto Quotidiano e autore del libro “Fratelli di Chat” in cui si raccontano dei retroscena di Fratelli d’Italia attraverso le chat interne del partito. Il cronista risponde: “Allora, me ne vado”. Donzelli, quindi, aggiunge: “Capisco che per rispetto a lui non parlate con me, ma io finché c’è questo pezzo di m… non parlo”. Nell’audio si sente la voce di un altro cronista presente: “Dire così di un collega non si può, dai”. Ma Donzelli rimane della sua idea: “Esatto e quindi ti offendi e non parli con me”. E poi, rispondendo al giornalista che gli chiede perché, Donzelli rinvia la questione: “Non mi metto a discutere, ne parleremo in tribunale”.

Le reazioni
Parole che hanno innescato la reazione delle opposizioni a cominciare da Italia Viva che, con la presidente dei senatori Raffaella Paita che ricorda le parole di Licia Ronzulli in Aula contro Renzi e dichiara: “Questa destra non ha il senso del limite. Solidarietà al cronista”. Per il senatore Pd, Filippo Sensi, “gli insulti di Donzelli” sono di “una violenza verbale inaudita e gravissima nei confronti di un giornalista come Giacomo Salvini. Solidarietà, d’altra parte questa era e resta la cifra di questa gente, una parola li definisce da sempre. Si scusi, prendano le distanze”. A intervenire è anche la presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Barbara Floridia: “Giovanni Donzelli insulta pesantemente il giornalista Giacomo Salvini, e questa sarebbe la destra ‘istituzionale’ di Fratelli d’Italia? Nessuna sorpresa: la loro vera natura è questa”, aggiunge la parlamentare del M5s. “Odiano la stampa libera, non tollerano chi li critica e reagiscono con insulti e aggressioni verbali. Donzelli, uno che siedendo al Copasir dovrebbe vigilare sulla sicurezza del Paese, si comporta come un bullo di quartiere. Minimo sindacale? Chiedere scusa. Ma il problema è più grande: questo è il livello della classe dirigente meloniana. Solidarietà a Giacomo Salvini, che fa solo, egregiamente, il suo lavoro”, conclude.
Per il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, si è oltrepassato un confine: “che Fratelli d’Italia sia allergico alla libertà di stampa è cosa nota. Ma che il deputato Donzelli arrivi a insultare un giornalista del Fatto Quotidiano, Giacomo Salvini, con frasi ingiuriose è il limite che non avrebbe dovuto superare. L’Italia non è la Russia di Putin, dove la stampa è asservita al governo e dove i giornalisti vengono insultati, minacciati e a volte anche uccisi. Donzelli e Meloni se ne facciano una ragione”, conclude Magi. Di senso del limite parla anche il deputato di Italia Viva, Francesco Bonifazi: “Che Giovanni Donzelli avesse un rapporto, diciamo così, ‘disinvolto’ con il senso del limite, lo sappiamo bene. Le offese pesantissime rivolte al giornalista Giacomo Salvini ce ne danno ulteriore conferma”. A portare il caso in Aula, alla Camera, ci pensa il capogruppo M5s, Riccardo Ricciardi: “Io credo che si sia superato il limite nel momento in cui il vicepresidente del Copasir e responsabile organizzazione del primo partito d’Italia dice a un giornalista ‘finché c’è’ questo pezzo di m… non parlo con i giornalisti…’. Un politico che insulta un giornalista in maniera squadrista e violenta è inaccettabile. A Donzelli ricordiamo che se c’è un giornalista che fa il proprio mestiere perché rivela i segreti di un partito, questa si chiama democrazia, è lui che non deve rivelare insieme al suo amico Delmastro segreti di stato e usarli come propaganda. Stiamo superando il limite”, conclude Ricciardi invitando i “giornalisti con la schiena dritta” a rigirare a Donzelli la frase da lui pronunciata. Interviene il presidente di turno Giorgio Mulè: “Qualsiasi espressione volgare e qualsiasi insulto non dovrebbe appartenere ai rapporti tra persone, ancor di più se riguardano un deputato e un giornalista, proprio per la particolarità e peculiarità delle funzioni che svolgono. Tutti dovremmo recuperare il senso di rispetto anche nelle forme, che è precondizione per un confronto civile”.
ODG: basta comportamenti inaccettabili, serve rispetto
“I giornalisti esigono rispetto, è il momento di mettere fine una volta per tutte a comportamenti inaccettabili. Non si possono tirare i capelli ad una cronista. Non si possono lanciare insulti volgari e triviali o chiedere l’allontanamento di un cronista. Quelli recenti di Prodi e Donzelli non sono episodi isolati, ma il frutto di una tendenza a considerare i giornalisti come nemici e a non rispettare dignità e professione. Il nostro compito è quello di garantire innanzitutto il diritto dei cittadini ad essere informati. La simpatia è un requisito che si richiede ad altri mestieri”. E’ quanto dichiara il presidente Nazionale dell’Ordine Carlo Bartoli.
Fnsi: pericolosa mancanza di rispetto per chi fa informazione
“Una tiratina di capelli di qua, un pezzo di m… di là e all’informazione si continua a mancare di rispetto. Che sia la giornalista Lavinia Orefici di ‘Quarta Repubblica’ o il collega Giacomo Salvini del ‘Fatto Quotidiano’, tutti i cronisti hanno diritto di poter esercitare il proprio mestiere in maniera libera e senza censure”. Lo afferma Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi. «Questo – prosegue – vale per un ex presidente del Consiglio come Romano Prodi, così come per il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli. Il fatto è che, venendo a scemare in Italia le regole del confronto civile e quelle della buona educazione, i casi di mancanza di rispetto nei confronti dei giornalisti si moltiplicano pericolosamente e ciò non fa bene né ad una informazione seria e neppure alla democrazia».
Sulle due vicende intervengono anche la Commissione pari opportunità della Fnsi e i Comitati di redazione del Fatto Quotidiano e de ilfattoquotidiano.it.
La Cpo «fa giungere la propria solidarietà alla giornalista Lavinia Orefici», che «si è vista scimmiottare da Prodi, arrivato anche al contatto fisico toccandole una ciocca di capelli» e «annota come i giornalisti diano sempre più fastidio ai politici e ai potenti e come questo fastidio possa degenerare in violenza verbale o fisica quando si tratta di una donna, magari giovane. Davvero un brutto episodio che ha colpito la Commissione pari opportunità e, crediamo, molti cittadini e cittadine».
Mentre i Cdr bollano come «un bavaglio alla libertà di stampa» gli insulti rivolti dal deputato di Fratelli d’Italia a Salvini. «Denigrare pubblicamente un cronista perché non piace quel che ha scritto è un gesto intollerabile che offende tutta la categoria», rilevano. «Un’intimidazione a chi fa il proprio lavoro – aggiungono i rappresentanti sindacali – e un attacco alla persona a cui questa maggioranza probabilmente crede di poterci far abituare. Continueremo invece a denunciare questo e ogni altro tentativo di compromettere la dignità della nostra professione e il diritto all’informazione di lettori e lettrici».
Stampa parlamentare stigmatizza
L’Associazione stampa parlamentare non può che stigmatizzare l’episodio e i toni che hanno riguardato il collega Giacomo Salvini e il deputato Giovanni Donzelli. Ancora una volta l’Asp torna ad augurarsi che tali episodi non debbano più ripetersi e che il rapporto tra i rappresentanti delle istituzioni e i giornalisti parlamentari, che spesso svolgono il loro lavoro tra mille difficoltà, sia sempre improntato al rispetto reciproco. Lo si legge in una nota.
Giovanni Donzelli (foto LaPresse)











