Per gli acquisti Gen Z si informa sui social; meno rilevanti stampa e radio

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I social media si confermano il principale canale d’informazione per la Generazione Z, con un punteggio medio di 3,49, superando il passaparola di amici e parenti, che ottiene un valore di 3,41. Giornali, riviste e radio risultano molto meno rilevanti, con punteggi rispettivamente di 1,62 e 1,41.

Gli influencer giocano un ruolo significativo nelle decisioni d’acquisto, ma i giovani tendono a verificare la credibilità delle loro opinioni attraverso recensioni su piattaforme specializzate. I creator che promuovono pratiche di consumo responsabile e sostenibile sono particolarmente seguiti, mentre i video brevi e le testimonianze dirette si rivelano i contenuti più efficaci nel guidare le scelte di consumo. Per le aziende che vogliono distinguersi e comunicare il proprio impegno in modo efficace, collaborare con influencer autorevoli e trasparenti è una strategia vincente.

 Trasparenza e credibilità della comunicazione sono tra gli aspetti emergenti della relazione tra Industria di Marca e Generazione Z.

Lo conferma un’indagine realizzata per Centromarca da Centrimark, Centro di ricerche di Marketing dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, campus di Milano. Dallo studio, redatto su un campione di 500 studenti dell’Ateneo, di età compresa tra i 18 e i 25 anni, emerge che quasi il 75% degli intervistati considera attendibili (punteggio da 3 a 5) i messaggi diffusi dai brand. E che la percezione positiva di una Marca è particolarmente legata a un’informazione oggettiva sulle azioni per lo sviluppo sostenibile. L’impegno per la tutela dell’ambiente è considerato una priorità (4,17/5), insieme agli interventi in campo sociale (4,06); elevata anche l’attenzione per la qualità della governance (3,88). Attenzione per il climate change, i diritti dei lavoratori, il rispetto delle normative internazionali, gli interventi a favore delle comunità, l’adozione di codici etici trasparenti emergono tra i parametri di riferimento nella formazione dei giudizi, insieme a sostenibilità del packaging, certificazioni cruelty-free e vegana.

Trasparenza e sostenibilità restano centrali, ma non bastano

Sebbene la Generazione Z dia grande importanza alla trasparenza e alla sostenibilità, qualità, prestazione e prezzo continuano a essere fattori decisivi nelle scelte di acquisto. Nei prodotti alimentari, gusto e freschezza prevalgono sugli aspetti ecologici, mentre nei prodotti per la cura della persona è l’efficacia il criterio principale. Per i prodotti per la pulizia della casa, il prezzo e la notorietà del brand restano determinanti.

Industria di Marca più credibile della Grande Distribuzione

I giovani consumatori percepiscono l’Industria di Marca come più efficace rispetto alla Grande Distribuzione Organizzata nelle iniziative di sostenibilità. La Marca ottiene un punteggio di 4,32 contro il 3,49 della GDO nelle attività ambientali, 4,24 contro 3,33 nel sociale e 4,11 contro 3,20 nella governance.

I giovani sono disposti a pagare di più per prodotti sostenibili

La Generazione Z è incline a pagare un premium price per prodotti che rispettano l’ambiente. L’85% degli intervistati è disposto a spendere di più per i prodotti per la pulizia della casa, mentre la percentuale sale a quasi il 90% per gli articoli per la cura della persona e per gli alimentari. La maggioranza dei giovani ritiene inoltre che i costi della sostenibilità debbano essere condivisi tra produttori e consumatori, evidenziando un approccio collaborativo alla transizione ecologica.

Autenticità e sostenibilità come leve di mercato

Secondo Vittorio Cino, direttore generale di Centromarca, l’autenticità è un elemento competitivo cruciale nel rapporto tra la Generazione Z e l’Industria di Marca. Oltre agli aspetti legati alla sostenibilità, la credibilità del brand e la trasparenza nella comunicazione rappresentano fattori determinanti nella costruzione di una relazione solida con i consumatori più giovani.

Le aziende devono investire in innovazione sostenibile

La professoressa Annalisa Tunisini, docente di Business Marketing presso la Facoltà di Economia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e coordinatrice dello studio, sottolinea come la Generazione Z eserciti una pressione crescente sulle aziende affinché adottino pratiche più responsabili. Per soddisfare le aspettative di questi consumatori, le imprese devono investire in innovazione sostenibile e trasparente, coniugando l’impegno ambientale con la qualità e l’accessibilità dei prodotti.