Nuova falla per l’amministrazione Trump: online numeri e mail dei funzionari

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Non solo la chat con Jeffrey Goldberg, direttore del The Atlantic. Stavolta è il tedesco Der Spiegel a scovare online i dati sensibili di alti funzionari americani

Mentre la Casa Bianca si affretta a cercare di limitare i danni dopo il chatgate su Signal – “stiamo apportando delle modifiche. Stiamo esaminando la questione per assicurarci che non possa mai più accadere”, ha ribadito recentemente la portavoce Karoline Leavitt – una nuova tegola si abbatte sull’amministrazione Trump. O meglio, una nuova falla si apre nei suoi sistemi di sicurezza.

Der Spiegel dopo The Atlantic

Un’inchiesta di Der Spiegel ha svelato come dati personali di alti funzionari dell’amministrazione Usa, tra cui il consigliere per la sicurezza nazionale Mike Waltz, la direttrice dell’intelligence nazionale Tulsi Gabbard e il segretario alla Difesa Pete Hegseth (nella foto, Ansa, accanto a Donald Trump), siano facilmente reperibili online.
Numeri di cellulare, indirizzi email e persino alcune password – sintetizza AdnKronos – sarebbero stati trovati attraverso motori di ricerca commerciali e database di dati hackerati.

I giornalisti hanno individuato le informazioni di contatto di Hegseth e Waltz utilizzando servizi commerciali, mentre i dati di Gabbard, seppur più protetti, sono stati anch’essi trovati attraverso fughe di dati pubblicate su piattaforme come WikiLeaks e Reddit.
In alcuni casi, le email compromesse erano collegate a numerosi account online, tra cui Dropbox e Microsoft Teams, aumentando ulteriormente il rischio di accesso non autorizzato.
Molti di questi contatti risultano ancora attivi e associati a profili su WhatsApp, Signal e LinkedIn.

Nessun commento dal Dipartimento della Difesa

Per proteggere la privacy degli interessati, Der Spiegel ha scelto di non pubblicare i dettagli trovati e ha informato direttamente i funzionari coinvolti, seppur sottolineando che il Dipartimento della Difesa non ha risposto alle richieste di commento.

La scoperta conferma tutte le preoccupazioni per la scelta di usare per comunicazioni sensibili canali che violano le normative di sicurezza nazionale. Timore già emerso con la vicenda che ha coinvolto il direttore del The Atlantic – inserito a sua insaputa proprio in una chat attraverso uno di questi canali.