“Siamo contenti di avere un azionista di riferimento che vede la partecipazione in team come una partecipazione strategica e penso che sia importante per la nostra azienda e per il sistema Paese”.
Così Pietro Labriola, ad Tim, ha parlato del recente accordo tra Vivendi e Poste che ha reso quest’ultima principale azionista del gruppo telco, con una quota del 24%.
Alla domanda se verrà anticipata la data dell’assemblea, slittata dal 10baprile al 24 giugno in attesa del riassetto con Poste,Labriola ha risposto “Ci sono tempi tecnici per fare tutto”. Ma nel corso del Cda convocato per oggi pomeriggio, ha assicurato, “non sono attese decisioni in merito”.
Riscoperta delle tlc
Visto il contesto, Labriola ha fatto anche alcune considerazioni sul valore della digitalizzazione sull’economia del Paese. “Senza digitalizzazione non cresce neanche il Pil”, ha rimarcato.
“Probabilmente in questi anni, in questo settore in crisi, abbiamo perso di vista il fatto che senza infrastrutture di telecomunicazioni e senza servizi, la digitalizzazione non esiste”.
“Il fatto che questo settore e il sistema Paese stiano riscoprendo la centralità delle telecomunicazioni è importante”, ha chiosato. “Non è un tema italiano, ma è un tema europeo e anche a livello europeo ci si sta muovendo in questa direzione”.
Altra riflessione è stata sul tema del consolidamento del mercato delle tlc. “Abbiamo avviato il primo pezzo, quindi c’è ancora da fare”, ha spiegato. E alla domanda su un possibile consolidamento con iliad ha aggiunto: “In Europa tutti quanti stanno dibattendo riguardo alla possibilità del consolidamento”. “Guardate in Francia, dove si parla di passare da 4 a 3 operatori” tlc e quindi “auspico che a livello europeo il consolidamento venga accelerato”, ha concluso l’ad.

















