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Un account X scatena il giallo sulla sospensione (smentita) dei dazi

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Secondo il FT, un aggregatore di notizie avrebbe propagato la notizia, nata travisando le parole del consigliere Hassett

Per qualche ora, il 7 aprile, era circolata la voce di una possibile sospensione dei dazi americani per 90 giorni. L’indiscrezione, inizialmente attribuita al consigliere di Trump Kevin Hassett e rilanciata dalla Cnbc davanti alla momentanea ripresa del mercato, era stata poi smentita – e bollata come ‘fake news’ – dalla Casa Bianca. Causando un nuovo crollo in borsa.

Walter Bloomberg e i suoi 800mila follower

Ma da dove è partito tutto il tamtam mediatico? Secondo il Financial Times, l’origine del caos è da rintracciarsi su un anonimo account di X.
Il quotidiano britannico cita l’account Walter Bloomberg, “che non è una persona, né qualcuno che scrive per l’agenzia Bloomberg, ma è semplicemente un aggregatore di notizie finanziarie”, che ha fatto da moltiplicatore su X con i suoi oltre 800mila follower.

Quanto poi alla notizia falsa che è girata in rete, il Ft ipotizza un “prodotto sperimentale di scrittura di titoli (o un abbonamento economico di un’agenzia) che abbia pubblicato un titolo scadente e che è stato poi ripreso dall’account Walter Bloomberg”. Oppure, sintetizza Ansa, potrebbe essersi semplicemente trattato di una cattiva interpretazione di un “titolista troppo zelante” alle parole di Hassett.
Il consigliere di Trump, in un’intervista a Fox, rispondendo ad una domanda sulla possibile sospensione dei dazi, si era preso la briga di dire “sì” prima di aggiungere: “Il presidente deciderà cosa deciderà il presidente”. E quindi quel primo sì potrebbe essere stato equivocato.