Tutto quello che ho

Vanessa Incontrada torna su Canale 5 con ‘Tutto quello che ho’

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Con il volto di Vanessa Incontrada e la regia a quattro mani di Monica Vullo e Riccardo Mosca, ‘Tutto quello che ho’ arriva su Canale 5 da mercoledì 9 aprile, in prima serata. Quattro puntate da 100 minuti ciascuna, frutto di una coproduzione RTI e 7 Verticale, ispirata a una storia vera. Un intreccio drammatico che mette al centro il legame tra una madre e sua figlia, la ricerca della verità e il confronto con i pregiudizi.

Trama: una famiglia perfetta. Fino a quel venerdì sera

Ambientata a Livorno, la serie si apre su una famiglia apparentemente perfetta. Lavinia (Vanessa Incontrada), avvocato e madre premurosa, vive insieme al marito Matteo (Marco Bonini), poliziotto, e ai due figli, Camilla e Roberto. L’equilibrio familiare si spezza quando, in una sera di maggio, Camilla scompare nel nulla. I genitori intraprenderanno due strade diverse per le indagini. Matteo, segue gli indizi da investigatore, Lavinia scava tra messaggi, foto e ricette lasciate dalla figlia. I due si trovano su fronti opposti, specialmente quando entra in scena Kevin (Ibrahima Gueye), giovane nigeriano con precedenti. Il mistero si infittisce quando viene alla luce una seconda vita di Camilla, che si scopre frequentare una comunità africana di periferia.

Il cast di ‘Tutto quello che ho’

Accanto a Incontrada e Bonini, un ricco cast di novità: Alessia Giuliani, Margherita Attorre, Edoardo Miulli, Ibrahima Gueye, Filippo Brogi, Alex Lorenzin, Osas Imafidon, Antonella Attili, Fabrizio Coniglio e Gianfranco Gallo. Le sceneggiature sono firmate da Fabrizio Bettelli, Giorgio Glaviano e Flaminia Padua. La produzione è affidata a Giovanni Altieri e Costantino Margiotta, con la collaborazione di Movie Magic International.

Una regia ‘di ricerca’

Gli stessi registi, Monica Vullo e Riccardo Mosca, definiscono la ‘ricerca’ come il fulcro narrativo ed estetico della serie. Una ricerca non solo della figlia perduta, ma di sé stessi, del senso delle cose e della verità. Come riporta il comunicato stampa, Camilla, che amava cucinare, viene ricordata anche attraverso questa metafora: trovare gli ingredienti giusti per ridare sapore alla vita.