Era dai tempi della fatidica Valanga azzurra (parliamo degli anni Settanta) che lo sci italiano non conquistava così tanti podi e medaglie, con dei ritorni a sorpresa come le vittorie di Dominik Paris, che proprio il 14 aprile compie 36 anni, o come i podi di Sofia Goggia, in splendida forma; senza contare Federica Brignone che prima della recente caduta in Val di Fassa ai Campionati italiani assoluti, aveva infilato solo successi.
Insomma, la conferenza stampa di fine stagione sarebbe potuta essere una “spolverata all’ego” della FISI, la federazione italiana degli sport invernali, con i medagliati in prima fila, le coppe vinte pronte per la foto finale, e la location della conferenza stampa perfetta per social e vippame: il Nobu di Milano, il ristorante di Giorgio Armani, giapponese per cucina ma biglietto da visita dell’italian style e manifesto fisico di quanto Milano sia diventata di moda, di tendenza e per molti irraggiungibile.
Eppure, Flavio Roda, che della FISI è presidente, ha come sempre l’onestà intellettuale di ammettere che, sì, è stata una stagione fantastica, ma che bisogna rimboccarsi le maniche perché le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sono dietro l’angolo. Dice: “È stata una stagione con risultati importanti. Gli atleti, non solo sugli sci, anche nel racconto, nei comportamenti, sono stati straordinari. Va bene vincere, però c’è anche l’esempio per altri sportivi e per i giovani”. Roda continua e ammette: “Non proprio tutto è andato molto bene, fra infortuni e altro. Ci sono cose che dobbiamo risolvere pensando alle Olimpiadi”.
Come un saggio patriarca di una famiglia allargata (la FISI raccoglie 15 discipline, anche se su tutte svetta lo sci alpino), Flavio Roda è orgoglioso dei suoi atleti: “Alcuni di loro, dopo incidenti, con grandissimi sacrifici, volontà e impegno, sono riusciti a risalire la china. E questo è ammirevole”.
Come ammirevole è lo sforzo che si sta facendo di tenere le gare della prossima Coppa del mondo in Italia, nel momento in cui i cantieri aperti per le Olimpiadi del febbraio 2026, compromettono il normale svolgimento. Roda anticipa qualche ipotesi: “Non si potrà contare sulla discesa di Bormio, che a dicembre sarà ancora un cantiere. Pensiamo che Tarvisio, in Friuli Venezia-Giulia,xw potrebbe essere una concreta alternativa. Anche Cortina sarà fuori gioco, ma sono fiducioso: il calendario ci premia sempre e troveremo un’alternativa”.











