I media pubblici Npr e Pbs nel mirino di Trump

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La scorsa settimana National Public Radio (Npr) ha riferito che l’amministrazione Trump sta preparando un memorandum per eliminare i finanziamenti federali ai media pubblici con gravi conseguenze per l’informazione locale.

Dopo aver stabilito con l’ordine esecutivo dello scorso 14 marzo lo smantellamento di Voice of America e Radio Free Europe, entrambe finanziate dal governo federale, il governo americano ora passa ad attaccare la National Public Radio (Npr) e il Public Broadcasting System (Pbs), definiti qualche settimana fa da Trump in un post su Truth Social “mostri radicali di sinistra”.

La rete di Npr e Pbs

Npr non è un’emittente in sé, ma produce e distribuisce programmi di informazione e approfondimento a una rete di un migliaio di stazioni locali affiliate. Stesso discorso vale per Pbs, rete di distribuzione per oltre 300 stazioni tivù, per lo più gestite da università, fondazioni o enti statali.

Queste radio e tivù locali indipendenti ricevono finanziamenti direttamente dalla Corporation for Public Broadcasting, l’ente che gestisce i fondi pubblici destinati ai media.

Radio e tivù locali perderanno oltre 1 miliardo di dollari

Il nuovo memorandum di Trump, stando a quanto riportato dall’inchiesta di Npr, toglierà alla Cpb oltre un miliardo di dollari già approvati dal Congresso.

“Potete odiarci a vostre spese” ha dichiarato Marjorie Taylor Greene, deputata ultraconservatrice e fedele alleata di Trump al Congresso, che ha guidato questo attacco contro i media pubblici.

In realtà però la Npr riceve solo circa l’1% del suo finanziamento direttamente dal governo federale. Saranno le piccole stazioni locali, sostenute dal denaro pubblico, dunque ad accusare le perdite maggiori in zone sempre più colpite dal fenomeno dei “news deserts”, dalla mancanza cioè di servizi di informazione affidabili.

Il valore dei servizi pubblici di informazione

Gli operatori del settore si augurano che il Congresso, che ha 45 giorni per approvare o respingere il taglio stabilito dal memorandum, si muova in maniera decisa per salvare il finanziamento pubblico, “fonte cruciale del sistema informativo basato sui fatti, necessario alla democrazia”.

“In tutta l’Europa occidentale i media pubblici non solo sono più diffusi, ma sono anche molto più fidati rispetto ai media privati” si legge nello studio del Pew Research Center.

Inoltre il finanziamento pubblico rappresenta una garanzia di un certo distacco dal controllo dei ricchi, che posseggono sempre più le aziende media (tra gli altri la Disney possiede ABC News, Jeff Bezos il Washington Post, Warner Bros la CNN, la famiglia Murdoch la Fox Corporation).

Foto (Ansa): Marjorie Taylor Greene