Accusato dai parlamentari repubblicani di mancanza di trasparenza, meno popolare tra i consiglieri del Presidente, Musk lascia l’incarico a tempo pieno al Doge per risollevare le sorti della sua Tesla.
Che Elon Musk si preparasse a lasciare il suo ruolo di guida nel Department of Government Efficiency (Doge), l’agenzia nata su misura per lui, era nell’aria già da un po’.
Poi la dichiarazione del 22 aprile in cui diceva che da maggio avrebbe ridotto il lavoro per l’amministrazione Trump e adesso l’annuncio ufficiale.
Musk tornerà a concentrarsi sulla Tesla, che ha registrato un calo del 20% nelle vendite nel primo trimestre negli Stati Uniti rispetto allo stesso periodo del 2024, mentre gli utili sono scesi di oltre il 70%.
In Europa, invece, secondo i dati dell’Acea, le vendite sono diminuite del 45%, attestandosi a poco più di 36.000 unità nello stesso periodo.
La notizia del ritiro di Musk ha però fatto bene al titolo: Tesla è balzata del 3,94% nell’after hours a Wall Street e ha continuato la sua crescita anche il giorno seguente.
La collaborazione con il Doge continuerà
Musk ha quasi raggiunto il limite massimo di 130 giorni annui previsto dalla normativa sul lavoro dei dipendenti pubblici a tempo determinato. Anche se la sua uscita dal Doge non ha ancora una data ufficiale, lui stesso ha chiarito che continuerà a collaborare “un giorno o due a settimana, finché il presidente lo vorrà” e “per assicurarmi che sprechi e frodi non si verifichino più”.
I falsi risparmi del Doge: l’accusa dai parlamentari repubblicani
Se durante la campagna elettorale di Trump Musk prometteva che avrebbe tagliato di “almeno duemila miliardi di dollari” il bilancio federale annuale, alcuni parlamentari repubblicani, tra cui il leader della maggioranza al Senato Chuck Schumer, hanno chiesto contezza dei 318 milioni di dollari che la squadra del miliardario sudafricano dicono di aver risparmiato annullando un contratto con l’Office of Personnel Management (OPM), l’agenzia federale che gestisce il personale pubblico.
Schumer sostiene che non esistano documenti che accertano l’esistenza del contratto cancellato.
Inoltre le indagini giornalistiche sugli oltre 8.400 contratti federali che il Doge sostiene di aver cancellato hanno evidenziato errori gravi ed esagerazioni.
«Questo non è un processo di trasparenza, è manipolazione dei numeri», ha accusato Schumer, sostenendo che queste cifre esagerate servano a nascondere i tagli a servizi essenziali per milioni di americani, come Medicaid (il programma di assistenza sanitaria per le persone a basso reddito) e la Social Security, il sistema di previdenza sociale che tutela i pensionati.
A far scendere ulteriormente Musk nei sondaggi ha contribuito anche il recente flop elettorale nel Wisconsim dove il candidato alla Corte Suprema statale finanziato da Musk è stato duramente sconfitto da quello progressista.
Il successore Russel Vought
A sostituire Musk sarà Russel Vought, che si definisce un nazionalista cristiano, sostenitore convinto del Project 2025, che sostiene una ristrutturazione totale dello Stato federale attraverso l’eliminazione dell’immigrazione illegale, dei programmi di diversità e inclusione e delle restrizioni alle crivellazioni per l’individuazione di nuove fonti di gas e petrolio.
Il progetto prevede inoltre che il Presidente – secondo la “Teoria dell’esecutivo unitario” – abbia un controllo diretto sulla burocrazia al fine di semplificare e velocizzare il processo decisionale in diversi settori.
Ad oggi Vought ha avuto un ruolo fondamentale anche nella chiusura dell’Usaid, l’organizzazione che forniva aiuti a paesi stranieri in difficoltà, e del Consumer Financial Protection Bureau, nato dopo la crisi del 2008 a difesa dei consumatori.












