Primo Maggio, Mattarella: lavoro espressione di creatività e dignità umana

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Da Latina, il presidente della Repubblica ha celebrato il valore del lavoro, definendo una piaga inaccettabile le morti bianche. E lanciando un allarme sui salari bassi che impoveriscono il capitale umano

“Tutto attorno a noi cambia velocemente. Tanti lavori di qualche decennio or sono non esistono più. Nuove occupazioni si affacciano. E altre ancora sorgeranno presto nella società. Quel che non tramonta è il carattere del lavoro, come espressione della creatività e della dignità umana”. Sono le parole con cui il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiuso il suo intervento da Latina, durante la visita del 29 aprile alla vigilia del Primo Maggio.

Nel suo discorso Mattarella ha esaltato il valore del lavoro, senza dimenticare le sfide che i diversi settori sono chiamati ad affrontare, e soprattutto le questioni più dolorose e di attualità, che riguardano incidenti mortali e i salari bassi.

Il valore del lavoro

Mattarella ha celebrato un lavoro “che sia indice di sviluppo, motore di progresso, sia strumento per realizzarsi come persona”. “Il lavoro, ha aggiunto, non può separarsi mai dall’idea di persona, dalla unicità e dignità irriducibile di ogni donna e di ogni uomo”. “Nessuno deve sentirsi scartato o escluso”, ha detto ancora, ricordando come il lavoro sia “radice di libertà”. “Ha animato la nostra democrazia, ha prodotto eguaglianza e, dunque, coesione sociale”, e, ha aggiunto in un passo successivo “richiama e sollecita la corresponsabilità, la solidarietà”. “È stato il vettore più potente di giustizia, di mobilità sociale, di costruzione del welfare”.

NON USARE
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella da Latina (foto Ansa)

La piaga delle morti bianche

Il capo dello Stato ha definito le morti del lavoro come “una piaga”. “Non accenna ad arrestarsi e, nel nostro Paese ha già mietuto, in questi primi mesi, centinaia di vite, con altrettante famiglie consegnate alla disperazione”. “Non sono tollerabili né indifferenza né rassegnazione”, ha aggiunto, invitando ad aumentare e rafforzare “l’impegno per la sicurezza”.

Salari bassi

Altro tema preoccupante quello dei salari. Mattarella ha citato l’ultimo Rapporto mondiale 2024-2025 dell’Organizzazione internazionale del lavoro, che rileva come l’Italia “si distingue per una dinamica salariale negativa nel lungo periodo, con salari reali inferiori a quelli del 2008”, nonostante l’avvenuta ripresa a partire dal 2024. Questo mentre, a partire dal 2022, la produttività è cresciuta”.
“Sappiamo tutti come le questioni salariali siano fondamentali per ridurre le disuguaglianze, per un equo godimento dei frutti offerti dall’innovazione, dal progresso”, ha aggiunto.
“Salari inadeguati sono un grande problema, una grande questione per l’Italia. Incidono anche sul preoccupante calo demografico, perché i giovani incontrano difficoltà a progettare con solidità il proprio futuro. Resta, inoltre, alto il numero di giovani, con preparazione anche di alta qualificazione, spinti all’emigrazione. Questi fenomeni impoveriscono il nostro “capitale umano””, la sua considerazione.