Kaja Kallas (foto Ansa)

Timori Ue per la libertà dei media: da repressione e tagli a fondi rischi enormi

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In vista della giornata mondiale per la libertà di stampa, l’alta rappresentante Ue, Kallas, ha espresso la preoccupazione dell’Unione per i rischi affrontati dai media, tra pressioni politiche – esercitate anche con il taglio di fondi – e minacce ai giornalisti

“Senza la libertà di stampa, il nostro diritto all’informazione, la libertà di pensare in modo critico e la capacità di chiedere conto a chi detiene il potere sono compromessi”. E’ il messaggio che l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, in una nota, ha lanciato in vista della Giornata mondiale della libertà di stampa, che ricorre il 3 maggio.
Il messaggio arriva tra l’altro a poche ore dalla pubblicazione del report annuale di Rsf che fotografa una situazione sempre più pericolosa e allarmente per i media su scala internazionale. E rende l’esortazione di Kallas ad “agire ora per garantirne il futuro” sempre più necessario.

Le tante ragioni della crisi

Parlando a nome dell’Ue, Kallas ha messo l’accento sulle situazioni che rendono questa libertà sempre più fragile, e “gli immensi rischi che i media liberi e indipendenti affrontano nel 2025”. Citando come esempio le lotte di Radio Free Europe/Radio Liberty, colpite dai tagli voluti da Donald Trump.

“I massicci tagli ai finanziamenti, sommati alla crescente repressione politica e all’aumento della violenza nei confronti dei giornalisti, stanno portando il settore dei media a una crisi profonda”, le sue parole. “Mentre i media di interesse pubblico lottano per la sopravvivenza, i regimi autoritari e gli attori della disinformazione si muovono rapidamente per riempire il vuoto, distorcendo i fatti e manipolando l’opinione pubblica”, ha continuato, in una nota a nome dell’Ue.

I rischi per i giornalisti

Kallas ha espresso una crescente preoccupazione anche per gli operatori dei media, sottoposti a minacce sempre maggiori, tra “intimidazioni e attacchi online e offline, detenzioni arbitrarie, persecuzioni legali e repressioni transnazionali, tutte volte a mettere a tacere il loro lavoro”.
Su questo fronte, ha ribadito, resta “risoluto” l’impegno dell’Ue per “difendere il giornalismo libero e indipendente di fronte a minacce senza precedenti”.

Kaja Kallas (foto Ansa)