“Hollywood sta morendo” scrive su Truth il presidente Usa. Ma la proposta è stata accolta con una raffica di meno per i titoli delle big dei media e dell’intrattenimento. Secondo gli analisti a pesare è la mancanza di dettagli
Il presidente americano Donald Trump ha detto che imporrà dazi al 100% su tutti i film prodotti all’estero degli Stati Uniti. E questo, ha spiegato, perché Hollywood è “devastata” dalla tendenza dei registi e degli studi cinematografici statunitensi a lavorare all’estero.
Trump contro gli incentivi stranieri
“Autorizzo il Dipartimento del Commercio e il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti ad avviare immediatamente il processo di istituzione di dazi del 100% su tutti i film in arrivo nel nostro Paese e prodotti in terre straniere”, ha scritto sulla sua piattaforma Truth Social.
“Vogliamo i film girati in America, di nuovo!”, ha aggiunto.
“L’industria cinematografica americana sta morendo molto velocemente. Altri Paesi stanno offrendo ogni sorta di incentivi per allontanare i nostri registi e studi cinematografici dagli Stati Uniti”, ha scritto Trump. “Hollywood e molte altre aree degli Stati Uniti sono devastate”, ha aggiunto, sostenendo che il trasferimento della produzione in altri Paesi rappresenta una “minaccia alla sicurezza nazionale”.
Nel posto di Trump non si fa invece riferimento alle serie televisive.
Ci stiamo lavorando
Il Segretario al Commercio Howard Lutnick – riporta Adnkronos – ha condiviso il post di Trump commentando: “Ci stiamo lavorando”.
Media e big entertainment in calo in Borsa
La prima reazione all’annuncio social di Trump non è stata delle migliori. I titoli delle società media e di intrattenimento hanno aperto in calo a Wall Street: Netflix perde il 2,92%, Walt Disney il 2,2%, Warner Bros Discovery il 3,6% e Paramount Global il 2,23%.
“Al momento non ci sono dettagli e non è chiaro come” le tariffe “saranno attuate. Se fossero adottate su larga scala finirebbero per danneggiare l’industria che puntano ad aiutare”, affermano gli analisti di Barclays citati da Ansa.
Secondo alcuni osservatori è la mancanza di dettagli a innervosire perché al momento non è noto se i dazi colpiranno tutti i film prodotti all’estero o solo le produzioni non americane.












