Dopo 60 anni l’oracolo di Omaha lascia la guida della holding da 1000 miliardi, pur restando presidente del Cda. Apple, AmEx, Coca Cola e le ferrovie Bnsf nel suo immenso portafoglio azionario, dove fino a qualche anno fa aveva spazio anche un ramo editoriale
Il 2025 per Warren Buffett sarà l’ultimo anno come ceo di Berkshire Hathaway, dopo più di 60 anni. Successore designato l’attuale vicepresidente, Greg Abe, che da gennaio 2026 assumerà le redini della società forte anche dell’endorsement ricevuto dallo stesso Buffett davanti all’assemblea degli azionisti.
Per Buffett non sarà comunque un ritiro completo, perchè resterà presidente del Cda.
La critica di Buffett a Trump
Nel suo discorso di dimissioni, ‘l’oracolo di Omaha’ – come è soprannominato per la sua capacità di leggere il mercato e i cambiamenti, non si è tirato indietro dal fare una analisi dell’economia attuale, non lesinando critiche – pur senza mai nominarlo apertamente – alla politica dei dazi voluta da Donald Trump.
“Non c’è dubbio che il commercio possa essere un atto di guerra”, ha detto, ammonendo però che “il commercio non dovrebbe essere un’arma”.
L’invito a Washington è stato quello di continuare a commerciare con il resto del mondo, continuando “a fare ciò che sappiamo fare meglio”.
Raggiungere la prosperità non è un gioco a somma zero, in cui i successi di un Paese comportano le perdite di un altro, ha ammonito sottolineando che entrambi possono prosperare. “Penso che, se il resto del mondo diventerà ricco, non sarà a nostre spese; più prospereremo noi e più ci sentiremo al sicuro”, ha detto Buffett.
Quindi ha aggiunto che può essere pericoloso per un Paese offendere il resto del mondo rivendicando la propria superiorità. “È un grosso errore, a mio avviso, quando hai sette miliardi e mezzo di persone che non ti apprezzano molto e 300 milioni che in qualche modo si vantano di quanto bene hanno fatto”, ha messo in guardia, sostenendo che, rispetto a questa dinamica, le recenti oscillazioni dei mercati finanziari sono “davvero nulla”.
La storia di Berkshire Hathaway
L’origine della holding affonda nell’omonima società che Buffett rilevò negli anni 60, trasformandola da industria tessile in difficoltà in un conglomerato che oggi vale oltre 1000 miliardi di dollari di valore, con attività liquide per 300 miliardi di dollari.
Tante le attività e i settori nei quali ha investimenti e partecipazioni, dalle assicurazioni, alle ferrovie, dall’energia al retail. Possiede aziende come la ferrovia Bnsf e l’assicurazione auto Geico, nonché azioni come Apple, American Express e Coca Cola.
La profezia sui giornali
Fino al 2020, attraverso la divisione Berkshire Hathaway Media, la holding era anche editrice di circa 30 giornali e 49 settimanali, poi ceduta con un accordo da 140 milioni a Lee Enterprises.
Tra le testate cedute figurava anche il Buffallo News, di cui Buffett era proprietario dal 1977.
Buffett non aveva mai nascosto il suo amore per la carta stampata e il suo disimpegno strategico era stato letto come il segnale di difficoltà crescenti e irreversibili di cui il settore ormai offre da anni.
Ad alimentare ulteriormente il giudizio, anche alcune esternazio del manager che in precedenza aveva definito i giornali “cotti”, convinto che solo alcuni grandi – come New York Times, Washington Post o Wall Street Journal – avranno la possibilità di sopravvivere, mentre gli altri saranno destinati a scomparire.












