Il modello, adottato da molti editori di giornali, consente l’accesso a servizi e contenuti acconsentendo al trattamento dei dati personali
Il Garante per la protezione dei dati personali ha avviato una consultazione pubblica per valutare la liceità del consenso per trattamenti di profilazione raccolto da diversi titolari – ed innanzitutto dagli editori di giornali – attraverso l’adozione del cosiddetto modello “pay or ok” (anche denominato “pay or consent” o “consent paywall”).
Come funziona il modello
Per accedere a contenuti, servizi o funzionalità offerte online, il modello impone agli utenti di scegliere se sottoscrivere un abbonamento a pagamento oppure acconsentire al trattamento dei propri dati personali, attraverso cookie e strumenti di tracciamento, ai fini di profilazione commerciale.
In mancanza di una delle due opzioni, l’accesso ai siti è bloccato.
L’iniziativa del Garante
L’iniziativa – spiega il Garante in una nota – si inserisce nel quadro delle istruttorie già avviate dall’Autorità nei confronti di numerosi editori di giornali che usano questa modalità di business ritenuta controversa sul piano della normativa privacy (Gdpr e direttiva e-privacy), anche dall’Edpb (European Data Protection Board), in particolare sulla possibilità di considerare libero il consenso eventualmente prestato dall’utente. La maggior parte degli interessati, infatti, pur di accedere “gratuitamente” ai contenuti o alle funzionalità e ai servizi offerti, acconsente al trattamento dei propri dati, spesso neppure comprendendo a pieno gli effetti delle proprie scelte.
Allo stesso tempo, l’iniziativa vuole evitare un approccio meramente sanzionatorio da parte dell’Autorità, che rischierebbe di compromettere l’attuale modello di mercato degli editori e degli altri titolari coinvolti senza offrire una valida alternativa in grado di bilanciare adeguatamente le esigenze economiche dei settori interessati, la libera circolazione dell’informazione e il diritto fondamentale alla protezione dei dati personali.












