Riapre la libreria Rizzoli in Galleria: storia, contemporaneità e respiro internazionale

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Lo studio Paolo Lucchetta Retail Design, con Virginia Lucchetta e Gianluca Trovó, ha curato il progetto per il rinnovamento dello storico spazio milanese. Con l’intento di rendere contemporanei gli spazi, mantenendone l’unicità e l’identità

Dopo un intervento di restauro, dal 9 maggio riapre le sue porte la libreria Rizzoli di Milano, un luogo simbolo della città, presente in Galleria dal 1949.
Il restyling fa parte del progetto di rinnovamente dei suoi punti vendita che Mondadori sta portando avanti da qualche anno, testimoniando – come ha sottolineato l’ad Antonio Porro, presente alla conferenza stampa inaugurale – la volontà dell’editrice di investire per creare e migliorare luoghi che possano promuovere la lettura.

Storia, contemporaneità e respiro internazionale

Spazi e aree ridisegnate, offerta rivista, nel dare una nuova veste alla libreria, l’editrice di Segrate ha voluto valorizzarne l’anima storica, e allo stesso tempo aprirla alla contemporaneità, potenziando la vocazione internazionale.
Proprio storia, unicità e internazionalità sono gli elementi che i clienti della libreria riconoscono allo spazio in Galleria. Secondo un sondaggio, infatti, il 70% riconosce la Rizzoli come storica, il 57% la considera un simbolo di Milano, e il 31% sottolinea la presenza di pubblicazioni in lingua straniera.
Su quest’ultimo dato si è soffermato Carmine Perna, amministratore delegato di Mondadori Retail, protagonista di una tavola rotonda dedicata al valore delle librerie come presidio culturale.
Con lui, Paola Dubini, professoressa di management alla Bocconi, Véronique Cardi, présidente-directrice générale Éditions JC Lattès, e Beppe Severgnini, giornalista e autore Rizzoli.

“L’offerta straniera pesa per il 20% sulle vendite di Mondadori”, ha spiegato Perna, sottolineando come ultimamente stia crescendo la fetta di giovani che scelgono di leggere testi in lingua originale. “In particolare, qui in Rizzoli circa il 40% dei clienti sono stranieri”, ha aggiunto.
Il dato, ha osservato Dubini, non può che essere messo in relazione con l’accresciuto spirito cosmopolita di Milano, che non dipende solo dal maggior interesse turistico, ma anche dalla presenza di comunità internazioni e di una grande fetta di giovani che dall’estero scelgono gli atenei cittadini e che rappresentano circa il 25% dei 300mila studenti presenti.

Da sinistra Carmine Perna, Emmanuel Conte – assessore del Comune di Milano al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa, Antonio Porro

A Cardi il compito di aprire una voce di confronto tra il mercato italiano e quello transalpino. Se in media la percentuale di lettori è più alta in Francia, una forte differenza tra i due paesi spicca guardando le età che rappresentano lo zoccolo duro del mercato. Over 65, contro le fasce 15-24 e 36-44 in Italia.
Severgini, da 35 anni autore Rizzoli, ha messo in evidenza il valore delle librerie come luoghi di incontro, scoperta e memoria. “Una liberia, come una casa editrice, è una comunità immaginata anche nel cambiamento. Talvolta gli editori e gli autori se ne dimenticano, i lettori no: intuiscono che dietro c’è una storia, un progetto”, ha spiegato.

Da sinistra: Alessandra Tedesco, Carmine Perna, Paola Dubini, Beppe Severgnini e Véronique Cardi

Perna: pubblico più largo per età e geografia

A margine della conferenza, Perna ha raccontato a Prima Comunicazione come il progetto di restyling della libreria Rizzoli si è inserito nei piani di Mondadori per il suo network di vendita.
“In generale parliamo di un concetto di sviluppo e manutenzione della rete. Lo sviluppo riguarda le nuove aperture, ogni anno circa una trentina tra punti in franchising e negozi a gestione diretta.
Accanto a queste, ci sono circa una decina di progetti di rinnovamento continuo che consentono per esempio di aprire nuove aree negli store oppure interventi più profondi, che vogliono veramente dare un nuovo volto alla libreria. L’effetto è mediamente una crescita tra il 20 e il 30% di frequentazioni e di ricavi. A dimostrazione di come sia qualcosa che funziona”.

Carmine Perna

Rizzoli era il quart’ultimo spazio per cui serviva un restyling vero e proprio. Mai messo in discussione il nome – “Rizzoli è uno dei nostri grandi editori, che ha una storia davvero lunga, di lungo corso”, ha precisato Perna – già dal 2019 la libreria aveva bisogno di accogliere nuovi pubblici. “Era molto concentrata sulla saggistica e aveva un numero di eventi relativamente limitato. Serviva benissimo un tipo di clientela che noi con il restyling vogliamo preservare, allargandola di più sia per fasce di età, sia per provenienza geografica.
In questa direzione si muovono il nuovo spazio ‘We are junior’ per bambini e ragazzi; l’offerta in lingua straniera con i prodotti “extra libro”, con marchi come Moleskine o Legami, o lo spazio dedicato a Milano.
Ma all’obiettivo concorre anche l’intervento sull’iconico Ottagono, la creazione di più spazi per muoversi più agevolmente in libreria e soprattutto l’apertura dell’area polifunzionale. “In quell’area, ha rimarcato Perna, si potrebbe banalmente trovare un club della lettura, un gruppo di amici, o semplicemente qualcuno che, a margine di un evento, vuole parlare con l’autore anzichè limitarsi a una firma con dedica”, ha concluso.