Sabato, domenica e lunedì. Spettacoli, cinema e piccoli cori

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Il ‘grande vecchio’ Eugenio Barba porta in scena ‘Le nuvole di Amleto’. Il ‘Leone’ Marthaler dirige un ‘Vertice’ al Piccolo Teatro. Il cinema al femminile del Bellaria Film Festival. Il recital d’amore di Roberto Saviano

Nuvole di rabbia e di storia

Eugenio Barba ha 88 anni e quando qualcuno gli ha chiesto se non si è stancato di fare teatro con il suo Odin (la compagnia nata nel 1964), ha risposto: “Perché, voi vi siete stancati di respirare?”. Al Menotti di Milano solo fino a domenica, Barba presenta in prima nazionale il suo spettacolo ‘Le nuvole di Amleto’, che all’estero è già stato recitato in spagnolo e francese. Il tema mette a confronto generazioni diverse: la coppia ‘matura’ di Gertrude e Claudio (madre e zio del principe di Danimarca) e quella giovane di Amleto e Ofelia. Ma, come dice Julia Varley che nell’Odin Teatret è entrata quasi mezzo secolo fa: “Lo spettacolo è dedicato ai giovani senza futuro, in questo mondo in cui i valori sono tutti sottosopra: che cosa vogliamo lasciare loro? Noi non abbiamo risposte”. Ribadisce Barba: “Io sono pieno di rabbia per quello che succede nel mondo e il teatro è un esorcismo contro la rabbia”.

‘Vermiglio’

Per le donne tira una Bellaria

Sabato denso di presenze femminili al Bellaria Film Festival. La 42esima edizione della manifestazione dedicata al cinema indipendente vedrà al mattino la proiezione di ‘Vermiglio’, il film di Maura Delpero reduce dalla vittoria ai David di Donatello e che a Bellaria riceve il Premio Speciale BFF43. Sempre in mattinata ci sarà un incontro della Industry – OUTRO dedicato al film ‘Paternal Leave’, debutto alla regia di Alissa Jung, che parteciperà con il protagonista suo compagno Luca Marinelli. Fra le altre ospiti, anche Isabella Ragonese, interprete di ‘Murmur’ di Irene Dionisio, e la scrittrice e giornalista Violetta Bellocchio che presenterà il suo ultimo romanzo ‘Electra’ (Il Saggiatore).

(foto Claudia Pajewski)

Gruppo di famiglia in cinico interno

Al Teatro Argentina di Roma (fino al 25/5) Massimo Popolizio dirige e interpreta ‘Ritorno a casa’. La pièce di Harold Pinter, che per la prima volta fu rappresentata esattamente 60 anni fa, a Londra, porta in scena un gruppo familiare dalle dinamiche sofferenti, attraversato da violenza, miseria, mercimoni sessuali. Mentre l’allestimento si muove fra tragedia e humour nero. A firmare i costumi anche lo stilista Antonio Marras.

L’Arena si fa ‘piccola’

800 bambini da 33 cori di tutta Italia partecipano sabato pomeriggio all’evento dell’Arena di Verona ‘Il cielo è di tutti’, con il contributo di Generali Italia. Sul palcoscenico il Piccolo Coro dell’Antoniano, diretto da Margherita Gamberini, con le più belle canzoni dello Zecchino d’Oro, accompagnato dai cori di tutta Italia. A presentare, lo scrittore e appassionato di illusionismo Walter Rolfo.

Charlotte Clamens, Raphael Clamer, Lukas Metzenbauer, Liliana Benini, Federica Fracassi, Graham F. Valentine

Sei personaggi in cerca di un ‘Vertice’

Silenzio, musica, yodel, canzoncine, battute in lingue diverse ma anche inesistenti: sono i sei personaggi che abitano la baita bunker del ‘Vertice’, in scena fino a domenica, al Teatro Strehler di Milano. Arrivano da mondi e lingue diverse, come gli attori che li interpretano (e infatti in sala c’è una sovratitolazione in italiano e in inglese). Fanno colazione, si svestono per una sauna, si rivestono in abiti da sera, gonfiano scorte di quell’aria che nel ‘mondo di sotto’ manca. La loro, chiusa in uno spazio di perplessa incomunicabilità, è la vita del mondo contemporaneo. A dirigerli è lo svizzero Christoph Marthaler, che nel 2018 vinse il Leone d’oro alla Biennale di Venezia e che qui firma la sua prima regia per il Piccolo Teatro.

Fabrizio Gifuni

Silenzio, parla Moro

Per chi se lo fosse perso lo scorso anno, torna a Milano (sabato e domenica) ‘Con il vostro irridente silenzio’. Solo sul palco del Franco Parenti, attraverso le lettere scritte dal segretario della DC, il bravissimo Fabrizio Gifuni ricostruisce durante i lunghi giorni della prigionia la solitudine e la rabbia di Aldo Moro, che già aveva interpretato al cinema per Marco Bellocchio.

Roberto Saviano

Saviano, amore e ‘Ndrangheta

Rossella Casini aveva 24 anni quando scomparve, a Palmi, vittima di una faida all’interno della ‘Ndrangheta. È dedicato a lei e alla sua storia ‘L’amore mio non muore’, spettacolo che Roberto Saviano porta in scena lunedì al Teatro Arcimboldi di Milano. Il recital è tratto dall’omonimo libro (Einaudi), in cui Saviano ha voluto “raccontare la storia d’amore più drammatica e potente in cui mi sia imbattuto”.