L’elezione di Robert Francis Prevost al soglio pontificio con il nome di Leone XIV ha acceso i riflettori non solo sulle sue parole e gesti pubblici, ma anche sulla sua identità digitale, ovvero l’insieme delle tracce che nel tempo ha lasciato online.
È un processo – come riporda l‘istant mood di Arcadia – ormai automatico: ogni volta che si pubblica un post, si condivide un contenuto o anche solo si mette un like, si contribuisce a costruire una narrazione personale che resta disponibile alla pubblica consultazione, soprattutto sui social.
Boom di follower e attenzione per i vecchi post dell’account @drprvost
Non appena è stato annunciato come successore di Papa Francesco, l’account X (ex Twitter) @drprvost – che fa riferimento al nuovo pontefice – ha registrato una crescita immediata e vertiginosa, guadagnando oltre 140 mila nuovi follower nel giro di poche ore. Ma, insieme ai seguaci, sono arrivati anche gli osservatori digitali: in tantissimi si sono immersi nei vecchi post del futuro Leone XIV alla ricerca di indizi, opinioni, prese di posizione che potessero «oggettivare» il profilo del nuovo Papa.
LIdendita-Social-di-Leone-XIV_2505_compressedTra i contenuti più analizzati, ci sono alcune pubblicazioni che hanno suscitato l’attenzione degli utenti per il loro potenziale valore politico. In particolare, sono stati messi sotto la lente diversi post e repost che sembrano configurare una visione opposta a quella promossa dall’ex presidente americano Donald Trump, benché non si tratti di veri e propri interventi polemici quanto piuttosto di dichiarazioni che esprimono un’idea profonda di accoglienza, giustizia sociale e pace, in linea con il messaggio pronunciato da Leone XIV nel suo discorso inaugurale.
Uno degli episodi chiave è legato a un post datato 3 febbraio 2025, quando il cardinale Prevost condivise un articolo scritto da Kat Armas sul sito del National Catholic Reporter (NCR), un quotidiano cattolico progressista molto seguito negli Stati Uniti. Nel tweet, il futuro Papa prendeva esplicitamente le distanze da un’affermazione del vicepresidente USA J.D. Vance, definendola “sbagliata”. A quell’epoca, il post aveva generato un numero contenuto di interazioni, ma con la salita al pontificato è riesploso in visibilità: è passato da 19 a oltre 25 milioni di visualizzazioni, riaccendendo un dibattito sulle posizioni politiche e culturali del nuovo pontefice.
Il monitoraggio dei contenuti digitali, condotto da diverse piattaforme di analisi delle conversazioni social, mostra come oggi la dimensione pubblica di un leader – anche spirituale – passi necessariamente attraverso la rete, dove ogni parola del passato può assumere nuovi significati alla luce del presente. E per Leone XIV, i social sembrano già essere uno specchio attraverso cui il mondo guarda al suo pontificato.











