Trump approfitta del viaggio in Medio Oriente per fare affari

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I figli del Presidente, Eric e Donald Jr, hanno già visitato Arabia Saudita, Qatar e Emirati Arabi Uniti nelle settimane scorse per promuovere accordi commerciali per la Trump Organization con un potenziale di profitti enormi.

Trump non aveva fatto mistero di aver scelto come prima tappa della sua prima visita ufficiale all’estero da Presidente l’Arabia Saudita (come fece nel 2017), perché il regno era pronto a fare grandi investimenti in aziende statunitensi.

Secondo fonti della Casa Bianca, infatti, il regno ha promesso fino a 600 miliardi di dollari in investimenti negli USA. Gli Emirati ne promettono 1.400 miliardi in dieci anni, e il Qatar ha fatto dono di un jet da 400 milioni di dollari. Un regalo che Trump definisce “intelligente accettare”, malgrado le critiche di carattere etico e di sicurezza sollevate dai democratici.

Un impero immobiliare che cresce nel Golfo

Ed in effetti sono numerosi gli accordi già stretti dalla Trump Organization in Medio Oriente.

Tra i progetti più imminenti compaiono: piani immobiliari a Dubai, con la nuova Trump Tower, un grattacielo di 80 piani; un golf resort in Qatar con Qatari Diar; progetti residenziali a Riad e Gedda con Dar Global; un futuro hotel Trump International e campo da golf di lusso in Oman.

Le criptovalute di famiglia scelte per un investimento record

Contemporaneamente Eric Trump, uno dei figli del presidente e attuale amministratore della Trump Organization, ha partecipato ad una conferenza sulle criptovalute con Zach Witkoff (figlio dell’inviato speciale in Medio Oriente, Steven), cofondatore della società cripto di famiglia World Liberty Financial.

Durante la conferenza, una società emiratina legata allo stato ha annunciato che utilizzerà la criptovaluta creata dalla società della famiglia Trump per un investimento di 2 miliardi di dollari in Binance, una delle piattaforme di scambio di valute digitali più grandi e influenti al mondo.

“Trump trarrà profitto da ogni dollaro investito” ha commentato un analista.

Le preoccupazioni per la politica estera

Gli analisti del settore osservano che la World Liberty Financial rappresenta un tentativo ambizioso di integrare la finanza decentralizzata con la finanza tradizionale, sfruttando il brand Trump per attrarre investimenti. Tuttavia, le sue pratiche operative e la stretta connessione con la famiglia Trump sollevano interrogativi etici e legali, specialmente in un contesto in cui la regolamentazione delle criptovalute è ancora in fase di sviluppo.

Inoltre la disponibilità di Trump a concludere affari mentre è in visita ufficiale si teme possa compromettere l’imparzialità della politica estera americana.

La Casa Bianca respinge le critiche

“E’ ridicolo suggerire che il presidente faccia qualcosa per suo tornaconto personale” aveva risposto la portavoce Karoline Leavitt a chi chiedeva se Trump avrebbe incontrato persone legate ai suoi affari durante il viaggio ufficiale. «Il presidente rispetta tutte le leggi sui conflitti di interesse».

Ed anche i funzionari dell’amministrazione hanno minimizzato le preoccupazioni affermando che i beni di Trump sono in un trust gestito dai figli.

Tuttavia gli analisti fanno osservare che un accordo etico volontario della Trump Organization vieta solo accordi diretti con governi esteri, ma permette comunque accordi con società private.

Durante il primo mandato, invece, l’accordo etico vietava ogni affare con entità straniere.

«Il presidente è un imprenditore di successo», ha aggiunto Leavitt, «e credo, francamente, che sia uno dei motivi per cui il popolo lo ha rieletto».

Foto (Ansa): Donald Trump a Doha