Vendita di Office slegata dall’app per le riunioni e interobilitabilità tra le proposte per evitare una maxi multa
Svolta nell’inchiesta dell’Antitrust Ue su Microsoft per abuso di posizione dominante con la piattaforma aziendale Office e l’applicazione per le videoconferenze Teams.
Per chiudere l’indagine il colosso di Seattle si impegna con Bruxelles a vendere i pacchetti Office 365 e Microsoft 365 anche senza l’app per le riunioni online e a un prezzo più basso. Una mossa che punta a evitare una maxi multa della Commissione europea che può arrivare al 10% del fatturato globale.
Più nel dettaglio, spiega Ansa, le misure offerte da Microsoft prevedono di consentire ai clienti di acquistare versioni di Office senza Teams, a prezzo ridotto, o di slegarle se fossero già state acquistate.
Il gruppo informatico si impegna anche a non offrire nella vendita di pacchetti che includono Teams sconti maggiori, rispetto a quelli delle versioni senza l’app.
I concorrenti potranno poi accedere a specifiche funzionalità di interoperabilità con i prodotti Microsoft, integrare nei loro servizi alcune app online di Office (Word, Excel e PowerPoint) e ottenere visibilità nei programmi principali della suite. I clienti potranno anche esportare i propri dati da Teams, facilitando il passaggio a soluzioni concorrenti.
Le misure proposte da Microsoft resteranno in vigore per 7 anni, 10 anni nel caso di quelle che riguardano l’interoperabilità.
La proposta impegnerà Microsoft nello Spazio economico europeo, dove opera l’antitrust Ue. Ma il gruppo ha già anticipato che se diventeranno operative, queste stesse misure saranno adottate a livello globale.
Le parti interessate, clienti, concorrenti e più in generale stakeholder, potranno ora inviare osservazioni alla Commissione Ue per un mese e, se l’esito sarà positivo, Bruxelles adotterà una decisione vincolante e non procederà all’accertamento dell’infrazione.
Il caso
L’inchiesta formale di Bruxelles era stata avviata due anni fa. Il rilievo Ue è che fin dal 2019 Microsoft legando sistematicamente Teams ai propri strumenti di produttività, ha ostacolato la concorrenza. L’indagine era partita sulle denunce presentate da Slack (poi acquisita da Salesforce) e dalla tedesca Alfaview. Per Bruxelles, le modifiche già introdotte da Microsoft non sono state sufficienti a rimuovere i vantaggi indebiti ottenuti tramite la distribuzione forzata di Teams nelle suite professionali.
Le controversie Antitrust tra Bruxelles e Microsoft hanno visto casi di scuola come la multa da 497 milioni per abuso di posizione dominante su Windows Media Player (2004), rincarata per altri 899 milioni per inadempienza (2008).
La Commissione è poi intervenuta imponendo la scelta del browser per il rischio di un monopolio di Explorer (2009), con 561 milioni di multa per il mancato rispetto (2013). Sul browser in origine automaticamente collegato a Windows era intervenuto prima ancora l’antitrust Usa (1998), in una controversia dove si era arrivati persino a un ordine del giudice di scindere le attività (2000), revocato però in appello.












