La Serie A si svela, 3 milioni ‘veri’ di tifosi/stakeholder pay

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Una domenica di emozioni intense per la Serie A, con la scrittura imprevedibile di Eupalla che ha reso l’andamento della penultima giornata del campionato un thrilling, ma anche un ricco e variegato racconto popolare, con protagonisti personaggi semplici ma non ovvii come Antonio Conte e Simone Inzaghi.

Tutte le partite sono andate in onda contemporaneamente in prima serata (tranne Genoa-Atalanta) e – con tutti i verdetti ancora aperti, sia lo scudetto che la partecipazione alle coppe che la retrocessione – c’erano quindi tutti gli ingredienti per portare a casa un grande risultato di ascolti. E invece la giornata numero 37 svela tutte le difficoltà del nostro calcio top. Gli spettatori dovevano fare un scelta e quindi il risultato finale è fisiologicamente de-duplicato.

Su Dazn la partita di Marassi ha conseguito 244 mila spettatori il 17 di maggio. Quelle trasmesse dalle 20.49 del 18 maggio hanno raccolto su Dazn poco più di due milioni e duecentomila spettatori a sommare tutte le partite. Parma-Napoli, rimasta aperta fino alle 22.54 e incamerando zapping dagli altri match già terminati per il finale spasmodico, ha riscosso 446mila spettatori. Dietro è arrivata Juventus-Udinese a 435mila, Roma-Milan arriva a 420mila, la entusiasmante Diretta Gol a soli 365 mila spettatori; con Inter -Lazio a 329mila su Dazn, ma a 537mila su Sky. Le tre partite di Sky con la total audience sfiorano 800mila spettatori.

Il nocciolo duro di pubblico pay della Serie A

In pratica, se si aggiungono gli spettatori calcio di Sky il bilancio della Serie A sale quindi a tre milioni di spettatori. Certo, ci sono i pirati, siamo nel pieno di un fenomeno di disaffezione dei nuovi target post televisivi da un certo tipo di contenuto long form, tipo un incontro di calcio e molte altre cose ancora (certi show di Canale 5 e certe fiction stanno pagando dazio). Ma la base di spettatori irriducibili della Serie A si è ridotta, non ci sono dubbi.

Andrebbe fatta realmente un po’ di promozione ad un prodotto che ha perso per strada nel corso degli ultimi anni un sacco di top player e sta subendo la concorrenza delle nuove competizioni internazionali, Champions League in primis. Calcio live se ne vede a bizzeffe; è pure inevitabile, cioè, rispetto ad una certa fase storica, che ci sia una sorta di appagamento. Meno fame e curiosità. Anche se i nostri club sono stati bravi a riposizionarsi su un calcio più intelligente, tattico, evoluto e in qualche caso anche spettacolare. Da intenditori. Con partite che dovrebbe esser obbligatorio guardare per chiunque a livello internazionale pensi di fare la professione dell’allenatore.

Ma come si potrebbe fare questa famosa promozione? Si è visto che le cinque partite in chiaro su Dazn alla fine portano a casa risultati – poco sopra o poco sotto 2 milioni – simili a quelli delle migliori partite pay del torneo. Forse – regolamento della gara per i diritti consentendo o forzandone la lettura – sarebbe il caso di provare a spostare i famosi cinque match in chiaro di Dazn anche su una generalista.

Tutto il sistema – perfino Sky – alla fine ne sarebbe avvantaggiato. Bisogna tutelare la salute del giocattolo calcio. Cinque partite da 4/5,5 milioni di spettatori in chiaro possono valere anche alcune decine di milioni di raccolta pubblicitaria. In grado di sistemare un po’ la voce introiti di Dazn e la voce ascolti di qualche generalista prestigiosa in crisi di risultati.