“Le norme faticano a stare dietro a quanto accade sulla comunicazione. Basta vedere quello che accade con l’intelligenza artificiale: per quanto cerchiamo di mantenere questo sviluppo dentro un recinto etico fatichiamo, perché quel mondo va molto veloce”. Lo ha detto il sottosegretario all’Editoria Alberto Barachini nel corso di un’intervista al Forum PA ripresa da Adnkronos.
“Noi abbiamo pensato che la figura del comunicatore pubblico debba essere unita a delle capacità anche tecnologiche e di linguaggio come quelle dei social media manager”, ha spiegato illustrando le norme approvate in materia.
Barachini ha quindi risposto a una domanda sul disegno di legge sull’intelligenza artificiale. “E’ stato un lavoro collettivo, nel quale, dal nostro punto di vista, ha avuto un ruolo centrale Padre Benanti, – ha ricordato il sottosegretario -. Il ddl è stato votato al Senato e deve avere il via libera definitivo della Camera si spera entro giugno. Questo ddl anticipa e fa anche passi in avanti rispetto all’IA Act europeo perché difende il copyright e introduce una fattispecie di reato come quello del deep fake, che – nato come fattore ludico – è in realtà estremamente pericoloso perché consuma il clima di fiducia tra cittadini e corpi intermedi, minando la partecipazione democratica”.
“Sono un sostenitore dell’innovazione – ha proseguito -, sulla quale ci sono preoccupazioni a volte eccessive. L’innovazione può creare un danno occupazionale, ma quello che è rilevante è che sia centrale il ruolo dell’uomo non solo in un settore delicato come l’informazione, ma in generale. E’ utile che un uomo si confronti con un altro uomo, perché spesso è in quella relazione lì che si risolvono i problemi”.
Alberto Barachini (Foto LaPresse)












