Rai Pubblicità, c’è il nome di Ventura per la presidenza

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Per la presidenza della concessionaria, sul tavolo dei consiglieri è arrivato il curriculum del direttore delle Risorse Umane Rai. Facendo tramontare il nome di Calandrelli

Dalle ricostruzioni fatte nelle scorse ore, sembrava sempre più in salita la strada di Silvia Calandrelli per la presidenza di Rai Pubblicità. Una conferma è arrivata da una ricostruzione di AdnKronos, secondo cui, in vista del cda di domani – chiamato proprio a votare sulle cariche nella concessionaria -, il curriculum arrivato sulle scrivanie dei consiglieri per la presidenza sarebbe quello di Felice Ventura, attuale direttore delle Risorse Umane Rai.

Mancato l’accordo su Calandrelli a Rai Pubblicità

La nomina di Calandrelli, data per certa fino a pochi giorni fa, scrive l’agenzia, è stata bloccata evidentemente da un mancato accordo politico all’interno dell’azienda.
A metà aprile, nella seduta del cda in cui era prevista la nomina dell’ex direttrice di Rai Cultura, la votazione non fu effettuata perché il suo curriculum era arrivato ai consiglieri con pochi minuti di ritardo. Una svista che, secondo alcune ricostruzioni, fu un modo per evitarne la nomina.

Gli altri temi della riunione

Tra gli altri punti in discussione, nel corso del consiglio dovrebbero essere presentati i piani editoriali dei quattro direttori di testata freschi di nomina: Pier Luca Terzulli del Tg3, Francesco Zurzolo di RaiNews, Paolo Petrecca di Rai Sport e Roberto Pacchetti della TgR.
Dovrebbero slittare al prossimo Cda, la nomina di Nicola Rao, attuale direttore della Comunicazione ed ex direttore del Tg2, a direttore del Gr Radio e Rai Radio1 e quella di Giovanni Alibrandi, attuale vicedirettore agli Approfondimenti, a direttore di Rai Radio2.

Sullo sfondo Sanremo

Tra i temi è probabile che poi venga toccato anche quello il festival di Sanremo. Come già raccontato, Rai è stata l’unica a rispondere al bando indetto dal comune ligure per l’organizzazione delle prossime edizioni, in ottemperanza alle disposizioni del Tar che aveva giudicato illegittimo l’affidamento diretto al servizio pubblico.
Ma nulla è definito, perchè sempre domani, 22 maggio, il Consiglio di Stato dovrà pronunciarsi sulla disposizione.