Sudafrica prova a ricucire con Trump dopo le fake news sugli Afrikaneers

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Il presidente sudafricano risponde alle dichiarazioni di Trump e rilancia sulla cooperazione economica tra i due Paesi.

Il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa ha annunciato di aver invitato il presidente Donald Trump a inviare una delegazione governativa e imprenditoriale in Sudafrica per rafforzare gli investimenti e gli scambi commerciali tra i due Paesi. L’invito arriva a pochi giorni dall’incontro tra i due leader a Washington, durante il quale Trump aveva falsamente accusato il Sudafrica di genocidio contro i contadini bianchi.

“La nostra visita è avvenuta in un momento delicato per le relazioni bilaterali, aggravato da disinformazione e narrazioni distorte”, ha dichiarato Ramaphosa in una lettera pubblicata questa mattina. Il presidente ha ribadito che l’obiettivo principale del viaggio era quello di consolidare il partenariato economico con gli Stati Uniti, secondo partner commerciale del Sudafrica.

Ramaphosa ha sottolineato le potenzialità di cooperazione in settori chiave come gas, minerali strategici, agricoltura ed energia nucleare, auspicando un dialogo costruttivo.

La bufala sul genocidio degli afrikaneer

Durante un incontro ufficiale alla Casa Bianca con il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, la scorsa settimana, l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva sostenuto che era in corso un “genocidio dei bianchi” in Sudafrica.

Nel corso della riunione, Trump aveva mostrato una stampa di un articolo pubblicato da American Thinker, un sito web di orientamento conservatore con un punteggio di affidabilità estremamente basso (22,5/100 secondo NewsGuard), affermando: “Guardate, ci sono luoghi di sepoltura ovunque. Sono tutti agricoltori bianchi che vengono sepolti.”

La foto non è dal Sudafrica: è del Congo

Quella che Trump aveva presentato come prova visiva di un presunto genocidio era, in realtà, un’immagine fuorviante. La foto in questione — che occupava metà pagina dell’articolo di American Thinker — non ritrae vittime bianche in Sudafrica, ma mostra operatori della Croce Rossa presso un sito di sepoltura nella Repubblica Democratica del Congo, risalente a febbraio 2025.

L’immagine proviene infatti da un video della Reuters che documentava le conseguenze di un episodio di stupro e omicidio di massa avvenuto nel Paese africano, documentato da un’inchiesta di The Independent.

Nell’articolo, però, non c’era alcuna didascalia, ma un link alla fonte originale nascosto sotto la foto, collegato a un video YouTube sugli orrori commessi nella RDC.

Un’affermazione infondata, smentita dai dati

L’affermazione di Trump sul genocidio in Sud Africa è stata smentita. Secondo i dati ufficiali della South African Police Service (SAPS), nel 2024 si sono verificati 26.232 omicidi in tutto il paese, di cui solo 44 vittime provenivano dalla comunità agricola.

Inoltre, nessuna tra le principali organizzazioni internazionali per i diritti umani — tra cui Amnesty International, Human Rights Watch e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani — ha mai identificato un genocidio in corso contro i bianchi in Sudafrica.

“L’idea che stia avvenendo un ‘genocidio dei bianchi’ in Sudafrica è completamente falsa,” ha dichiarato Gareth Newham, direttore del programma di governance, criminalità e giustizia presso l’Institute for Security Studies sudafricano, in un’intervista rilasciata a PBS News a maggio 2025.


Un’ etichetta per le fonti inaffidabili

Per aiutare i cittadini a distinguere tra fonti attendibili e non, NewsGuard ha sviluppato una estensione per browser che permette di visualizzare i punteggi di affidabilità dei siti direttamente nei risultati di ricerca, nei feed social e su altre piattaforme online. Gli utenti possono anche consultare la “etichetta nutrizionale” di ogni sito per conoscere trasparenza, accuratezza e responsabilità editoriale.

“La diffusione di notizie false o distorte alimenta tensioni razziali, favorisce la disinformazione sui social media e distoglie l’attenzione dai veri problemi di criminalità e disuguaglianza che affliggono il paese africano” ha dichiarato un portavoce di NewsGuard.

Foto (YouTube): TRump con Cyril Ramaphosa nello studio ovale