Trump aumenta la stretta sugli studenti stranieri e revoca a Harvard 100 mln di contratti

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Il presidente ha deciso uno stop ai colloqui per studenti richiedenti il visto per studiare negli Usa e ha chiesto alle agenzie federali di annullare contratti con l’Università di Harvard per un valore di circa 100 milioni di dollari.

L’amministrazione Trump ha ordinato a consolati e ambasciate americani di non programmare nuovi colloqui per studenti che richiedono il visto per studiare negli Usa.

La sospensione è temporanea e non si applica a chi ha già fissato la propria intervista per il visto.

Nel dispaccio firmato dal Segretario di Stato Marco Rubio si legge, secondo quanto riportato da Associated Press, che il Dipartimento di Stato emetterà nuove disposizioni che prevederanno controlli sui profili social dei richiedenti visto.

“Continueremo a utilizzare ogni strumento possibile per valutare chi viene qui, siano essi studenti o altro” ha detto Tammy Bruce, portavoce del Dipartimento di Stato.

Stretta sui visti già nel primo mandato presidenziale

La stretta sui visti ha avuto inizio con la precedente amministrazione Trump, che ha introdotto controlli sui social media per tutti i richiedenti, politica mantenuta anche dall’amministrazione Biden.

Inoltre migliaia di studenti internazionali negli USA hanno perso temporaneamente lo status legale, spingendo alcuni a lasciare il paese per timore di deportazione, anche se molti hanno ottenuto un reintegro dopo ricorsi legali.

A rischio i bilanci degli atenei

La sospensione rischia di provocare forti ritardi nelle iscrizioni per i corsi estivi e autunnali, compromettendo i progetti di studenti universitari, di scuole superiori e dei partecipanti a programmi di scambio. Una diminuzione della presenza di studenti internazionali potrebbe inoltre avere un impatto economico negativo sulle università, che in molti casi pagano la retta completa per colmare le riduzioni dei fondi federali destinati alla ricerca.

Nuovo duro colpo ad Harvard

Intanto si inasprisce lo scontro tra la Casa Bianca e l’università più prestigiosa d’America, a cui verranno annullati 100 milioni di dollari di contratti federali oltre agli oltre 2,6 miliardi di dollari in finanziamenti già tagliati.

L’ordine, formalizzato con una lettera della General Services Administration pubblicata dal New York Times, riguarda circa 30 contratti in ambiti come la ricerca scientifica e la formazione per funzionari pubblici. Le agenzie dovranno trovare alternative a Harvard, pur mantenendo attivi i progetti più critici.

“Un covo di liberalismo e antisemitismo”

Il presidente ha duramente criticato Harvard, accusandola di liberalismo e antisemitismo e di proteggere studenti stranieri potenzialmente “radicalizzati”, spingendosi, lo scorso fine settiamana, a minacciare ulteriori tagli per 3 miliardi di dollari e il trasferimento dei fondi a scuole professionali. L’università ha reagito legalmente e un giudice federale ha temporaneamente bloccato alcune misure, tra cui il divieto di iscrizione per studenti internazionali.

Solidarietà agli studenti a rischio da università asiatiche

Mentre il campus si mobilita, con manifestazioni e appelli alla libertà accademica, diversi Paesi — tra cui Giappone e Hong Kong — si sono detti pronti ad accogliere temporaneamente gli studenti colpiti dalle sanzioni.

Lo studente di giurisprudenza Carson Durdel si è detto orgoglioso che Harvard si sia opposta alle richieste del governo, sottolineando la crucialità dell’indipendenza intellettuale nel rendere storicamente forti gli stati Uniti.

Foto (Ansa)