Alessandro Mager (foto Ansa)

Sanremo, il Consiglio di Stato conferma il bando. Il sindaco Mager: accordo rapido con Rai

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Finisce l’era dell’affidamento diretto al servizio pubblico per l’organizzazione della kermesse canora. Al via la negoziazione tra Rai e Comune

Via libera al bando per l’assegnazione del Festival di Sanremo. Il Consiglio di Stato ha messo fine al contenzioso sull’organizzazione della kermesse canora per il triennio 2026-2028 rigettando tutti gli appelli, compresi quelli presentati dalla Rai e dal Comune di Sanremo.

In attesa del deposito delle motivazioni, nel dispositivo di sentenza si legge che è stato dichiarato inammissibile l’intervento delle associazioni dei consumatori e sono stati rigettati integralmente gli appelli presentati da Rai, Rai Pubblicità e dallo stesso Comune di Sanremo contro la sentenza del Tar Liguria che aveva imposto la gara pubblica per l’assegnazione dei marchi connessi al Festival di proprietà dell’ente locale, giudicando illegittimo l’affidamento diretto alla Rai per le edizioni 2024-2025.
L’obbligo di procedere con una manifestazione d’interesse pubblica ha costretto la Rai a partire da condizioni economiche più vantaggiose per l’amministrazione comunale rispetto agli accordi precedenti.

L’ingresso dell’Ariston (foto Ansa)

I criteri

La manifestazione d’interesse pubblicata il 9 aprile scorso, l’unica presentata nei termini di legge e che resta valida, chiedeva agli operatori partecipanti un corrispettivo minimo annuo di 6,5 milioni di euro, oltre a una percentuale dell’1% sugli introiti pubblicitari e sullo sfruttamento dei marchi concessi. Al bando era inoltre legata una serie di obblighi accessori: la trasmissione di eventi cittadini come “Sanremoinfiore”, la partecipazione al Festival dei vincitori di “Area Sanremo” e dell’Orchestra Sinfonica, nonché la realizzazione e messa in onda di ulteriori manifestazioni durante l’anno, una delle quali obbligatoriamente in estate.

I prossimi passaggi

Con la decisione del Consiglio di Stato, si apre ora la fase negoziale con la Rai, unica ad aver presentato un’offerta formale entro il 19 maggio, scadenza imposta dal comune ligure.
La trattativa dovrà necessariamente essere basata sui criteri stabiliti nella manifestazione d’interesse, compresa la parte economica e organizzativa.
Il fatto che la Rai sia l’unica offerente, rimarca Ansa, non indica un’accettazione automatica delle condizioni proposte. Il Comune potrebbe cercare di ottenere condizioni più favorevoli e la Rai potrebbe tentare di ridimensionare le pretese dell’amministrazione comunale per sostenibilità economica.

Mager: svolgimento rapido

Il primo cittadino del comune ligure, Alessandro Mager, riporta Ansa, ha fatto una sintesi dei futuri passaggi. “La prossima settimana porteremo in Giunta una delibera di indirizzo per stabilire i criteri di nomina della Commissione, composta da dirigenti interni. In quella successiva, il dirigente nominerà la Commissione, che aprirà la busta. Inizierà la fase selettiva, che ritengo debba svolgersi rapidamente, perché si tratta soltanto di valutare la congruità della proposta Rai”.
“Si aprirà poi la fase negoziale: la Rai sarà invitata a un incontro per formulare delle osservazioni. A quel punto, si aprirà una trattativa e spero che tutto si concluda nel giro di non più di un mese con una convenzione”, ha spiegato.

    Si procederà, dunque, con la manifestazione di interesse. “Vogliamo fare in fretta – ha aggiunto – perché tutti, sia noi che la Rai, abbiamo l’esigenza di arrivare a una conclusione rapida e che soddisfi tutti”.
    “Il mio auspicio è che la Commissione si possa insediare rapidamente e che altrettanto rapidamente svolga la fase di selezione, che dovrebbe essere non dico un pro forma, ma non dover comparare due offerte, facilita indubbiamente il compito. All’esito della verifica della congruità della proposta, si apre la fase della negoziazione che inizia con una lettera di invito alla Rai”.

    Gli altri procedimenti in corso

    Il giudizio Consiglio di Stato sul bando non è l’unico procedimento che pende sul Festival. Due giorni fa il Tar aveva respinto la richiesta della Just Entertainment che fa capo a Sergio Cerruti, presidente dell’associazione Fonografici italiani, di sospendere la gara per il Festival e aveva fissato l’udienza di merito per il 17 ottobre 2025. Secondo i ricorrenti, i requisiti del bando sarebbero stati tali da consentire la partecipazione solo alla Rai. La questione “è ancora del tutto aperta”, ha commentato Cerruti, secondo cui il Tar ha riconosciuto che “la questione presenta sufficienti profili di fondatezza e merita una attenta valutazione”.