Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’Editoria, Alberto Barachini, la reputazione del sistema mediatico è una priorità strategica.
Intervistato dal Corriere della Sera, Barachini ha ribadito l’urgenza di “trasmettere ai cittadini il senso dell’importanza dell’informazione corretta” e di “lavorare sulla reputazione del sistema”.
L’importanza dell’informazione verificata e il sostegno alle edicole
Un punto centrale del piano riguarda il sostegno agli editori: “Abbiamo individuato una misura che non si basa più sulle copie stampate ma su quelle effettivamente distribuite. È lo stesso criterio adottato per i contributi alle agenzie di stampa, legati anche al numero di giornalisti impiegati”. Questo approccio intende incentivare la qualità dell’informazione nel luogo dove le notizie nascono e vengono verificate, contribuendo al contrasto della disinformazione online.
Un pacchetto da 17 milioni per rilanciare le edicole
Barachini ha ricordato l’impegno concreto del governo a favore delle edicole, sottolineando come “il pacchetto complessivo preveda 17 milioni di euro”, una risposta diretta alle esigenze di quei cittadini che ancora oggi scelgono di leggere i giornali in formato cartaceo.
“Ringrazio la presidente del Consiglio Giorgia Meloni per il sostegno. Abbiamo pensato a loro raddoppiando gli investimenti destinati alle edicole, passando da cinque a dieci milioni rispetto al 2023. Il provvedimento è già in attuazione”.
Il problema della scomparsa delle edicole nei piccoli comuni resta però aperto: “Esiste eccome – osserva il sottosegretario – basti pensare alle due edicole di Amatrice che hanno rischiato la chiusura. Per questo motivo abbiamo stanziato tre milioni per i punti vendita non esclusivi, molto diffusi nei piccoli centri. Altri quattro milioni sono destinati alla distribuzione per favorire la presenza dei giornali nelle aree più interne”.
Innovazione nei media e il nodo dell’intelligenza artificiale
Un altro fronte decisivo è quello dell’innovazione tecnologica applicata al mondo dell’informazione. “L’innovazione può essere usata bene o male – spiega Barachini – noi abbiamo deciso di sostenere chi la impiega in modo costruttivo: televisioni nazionali e locali (esclusa la Rai), agenzie e radio”.
Lo scopo, precisa il sottosegretario, non è sostituire il lavoro giornalistico, ma “migliorarlo e renderlo più efficiente”. Il discorso si amplia anche al tema dell’intelligenza artificiale, che in Italia è già oggetto di una proposta normativa avanzata. “Siamo un passo avanti rispetto all’Unione Europea: abbiamo già approvato un disegno di legge ispirato dal lavoro della commissione presieduta da padre Paolo Benanti. A lui dobbiamo, in particolare, l’istituzione del reato di deepfake”.
Alberto Barachini (Foto LaPresse)












