Il quotidiano cambia passo sull’AI e rendere i suoi contenuti disponibili sui sistemi del colosso di Bezos. La ceo Kopit Levien: accordo coerente con il principio secondo vui il giornalismo di qualità va pagato
Il New York Times ha stipulato un accordo pluriennale con Amazon per consentire al colosso tecnologico di utilizzare i suoi contenuti per addestrare i modelli di intelligenza artificiale generativa.
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Nessuna informazione sul valore economico, la partnership dovrebbe consentire ai prodotti di Amazon, inclusa Alexa, di rispondere alle domande degli utenti basandosi – con riassunti ed estratti – anche sui contenuti pubblicati dal New York Times e dai suoi brand verticali, come Nyt Cooking e The Athletic.
In una nota ai dipendenti, Meredith Kopit Levien, amministratore delegato del gruppo editoriale, ha precisato che “l’accordo è coerente con il nostro principio secondo cui vale la pena pagare per un giornalismo di alta qualità”. E, ha aggiunto, “è in linea” con la inea che il quotidiano adotta “per garantire che il nostro lavoro sia adeguatamente valorizzato, sia attraverso accordi commerciali che attraverso il rispetto dei nostri diritti di proprietà intellettuale”.
Media e AI
Per il New York Times si tratta di un vero cambio di passo in fatto di AI, visto che in precedenza si era rifiutato di consentire l’uso degli articoli da parte di startup attive nel settore. Fino ad arrivare a portare in tribunale OpenAI, sviluppatore di ChatGpt, per violazione del copyright nell’addestramento del chatbot con materiale non autorizzato.
In ogni caso, il tema sta assumendo un peso sempre più rilevante. I media di tutto il mondo sono alle prese con la gestione dell’intelligenza artificiale, che sta ridisegnando il panorama dell’informazione globale.
News Corp – proprietaria del Wall Street Journal – il quotidiano francese Le Monde, il Washington Post e Axel Springer, che possiede testate come Bild e Politico, hanno stretto accordi con OpenAI, così come The Atlantic e Vox, Financial Times, Prisa Media. Nella lista anche AP che però ha un accordo anche con Google. France-Presse ha stretto una partnership con la startup francese Mistral.












