Cinema, Meloni: sul tax credit aggiustiamo storture contro sprechi

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“Non era serio dare milioni a film che vedevano in poche decine”, spiega la premier intervenendo sui sussidi al cinema, ospite a ‘Il giorno della Verità’

“Stiamo lavorando per garantire alle produzioni serie, in un mondo fondamentale per l’Italia come quello del cinema, di avere contributi”. Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, ospite della seconda edizione de ‘Il giorno de La Verità’, a Palazzo Brancaccio, a Roma.

“Sono accadute cose folli sul tax credit e le stiamo aggiustando. Mi sarei aspettata dal mondo del cinema che dicessero ‘bravi, vi diamo una mano’. Perché ci sono storture che non aiutano il cinema a crescere”, ha ribattuto Meloni, entrando apertamente in un dibattito che da settimane, a proposito degli aiuti alle produzioni, ha coinvolto i rappresentati del settore – attori in primis – e il ministro Giuli, non risparmiando scontri e attacchi.

Meloni: norme per impedire sprechi

“Abbiamo fatto delle norme di buonsenso per impedire gli sprechi. Il tax credit ci è costato circa 7 miliardi euro negli anni e se racconto ai cittadini cosa possiamo fare con quei soldi non posso permetterlo…”, ha continuato ospite dell’evento organizzato dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.
“Noi spendiamo soldi delle tasse degli italiani. Non sono soldi nostri, sono degli italiani e vanno usati in modo serio” ha puntualizzato Meloni. “Non era serio consentire che ci fossero produzioni che prendevano milioni e poi al botteghino andavano solo decine di spettatori”. La premier ha fatto l’esempio di una pellicola per cui ci sono stati “500mila euro di contributo pubblico, e attualmente ha fatto solo 2mila euro al botteghino”.

Posizioni politicizzate

Meloni ha continuato sulla sua linea. “Qualcuno ha detto che ci comportiamo come un clan. Ma quanti attori di destra dichiarati conoscete? Quelli non di sinistra non dichiarano le preferenze politiche perché altrimenti non lavorano…”.

“Per me, quando un attore è bravo lavora, non me ne frega niente di cosa vota. Sono altri – ha attaccato Meloni – che si comportavano da clan e non facevano lavorare chi non votava in un certo modo”.

Come governo, “abbiamo fatto delle norme di buonsenso per impedire gli sprechi: sono soldi dei cittadini, penso non fosse serio consentire che ci fossero produzioni che prendevano contributi milionari e al botteghino facevano dieci spettatori…” ha rincarato Meloni.