Referendum: sicurezza sul lavoro tema più discusso in rete. Pochi voterebbero sui social

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Referendum 2025, partecipazione in calo sui social: solo un cittadino su tre voterebbe online

Nel dibattito social che accompagna il Referendum 2025, emerge una fotografia chiara ma complessa del coinvolgimento degli utenti.

Secondo un’analisi condotta da Socialcom, il tema più trattato in rete è la sicurezza sul lavoro, che ha registrato un picco di interesse il 1° maggio, in occasione della Festa dei Lavoratori. Tuttavia, nonostante la centralità nei contenuti pubblicati, questo argomento ha generato un coinvolgimento limitato da parte degli utenti, rivelando una percezione meno urgente rispetto ad altri temi.

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Licenziamenti e Jobs Act: i temi che accendono le reazioni

A stimolare le reazioni più forti sono stati i contenuti legati ai licenziamenti e al Jobs Act, seguiti dal tema della cittadinanza agli stranieri. Quest’ultimo, in particolare, si conferma come il più polarizzante: oltre l’85% delle reazioni ricevute sono state di tono negativo. Nella fase più recente del dibattito, la cittadinanza ha superato per volume di conversazioni anche i temi del lavoro e della sicurezza, diventando l’argomento dominante.

Meloni la più influente sul referendum

Tra le figure politiche più attive e influenti nel panorama social collegato al Referendum 2025 spicca Giorgia Meloni. L’attuale presidente del Consiglio ha trattato temi chiave come la sicurezza sul lavoro e l’immigrazione, ottenendo un alto tasso di interazione, in particolare con un post del 23 maggio risultato il più cliccato del periodo. Nella top five delle personalità politiche più incisive figurano anche Roberto Vannacci e Silvia Sardone della Lega, entrambi focalizzati sul tema della cittadinanza, seguiti da Giuseppe Conte (M5S) ed Elly Schlein (PD), sostenitori del “Sì” al referendum.

Affluenza reale e digitale a confronto

Socialcom ha analizzato 1,7 milioni di contenuti social riferiti al Referendum 2025 attraverso la piattaforma proprietaria Social Data, confrontandoli con quelli pubblicati durante le elezioni europee del maggio 2024. L’analisi ha evidenziato un calo generalizzato nell’attività online, con decrementi che variano dal 20% fino a oltre il 70% in alcune metriche come numero di post su Facebook e Instagram.

Fa eccezione Facebook, che segna un +6% di partecipazione ma resta poco rappresentativo del pubblico più giovane. TikTok, invece, mantiene stabili le visualizzazioni, ma non cresce in proporzione alla sua espansione complessiva, segnalando un interesse solo apparente.

Solo tra il 27% e il 32% degli utenti voterebbe sui social

Il numero degli utenti attivi nella creazione di contenuti si è quasi dimezzato rispetto al periodo elettorale europeo. Le emozioni prevalenti nei post sono dominate dal sarcasmo e da una crescente sfiducia nei confronti della politica.

“Se si votasse oggi sui social, la partecipazione al referendum oscillerebbe tra il 27% e il 32%”, afferma Luca Ferlaino, presidente di Socialcom. “I dati confermano la centralità del tema della sicurezza sul lavoro, ma il vero nodo resta il crescente disinteresse generale verso il voto e le istituzioni”.