Gravina, gli Azzurri, gli stadi e i vivai. E il coccodrillo per Spalletti

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Gabriele Gravina in posizione difficile, ben oltre l’emergenza comunicativa (se possibile), protagonista di un’anomala case history di crisis managment. Stabilito da tempo il suo passaggio dal Festival della Serie A di Parma, il numero uno della Figc si è trovato domenica a mezzogiorno, di fatto, a ‘chiudere’ gli incontri della kermesse ducale. Ma questo è successo dopo che l’Italia venerdì sera aveva clamorosamente perso per tre a zero con la Norvegia nella partita di esordio alle qualificazioni del prossimo mondiale.

Tante le discussioni e le polemiche immediatamente innescate dalla sconfitta, con la sua gestione della Federazione e l’allenatore Luciano Spalletti messi in discussione da più parti.

E con l’avversario cronico di Gravina, Claudio Lotito, che ospite pure lui al Festival, ne aveva suggerito le dimissioni. Gravina a Parma ha evitato il confronto con i giornalisti, ma non si è sottratto alle domande del moderatore, Marco Cattaneo.

Marco Cattaneo, Gabriele Gravina, Luigi De Siervo e Lorenzo Dallari

Conta il come

L’atteggiamento degli Azzurri nella gara di Oslo? “Si può perdere, ma bisogna capire come si perde, un approccio diverso che solleticava quel fuoco dentro a cui speso fa riferimento Gigi Buffon poteva e doveva dare un epilogo diverso, quel modo non lo accetto” ha risposto Gravina..

C’è una spaccatura tra la squadra e l’allenatore? Il presidente della Figc ha detto che non era il problema. “Non c’è spaccatura, piuttosto non c’è molta lucidità causa stanchezza fisica”.

Il presidente ha stigmatizzato il clima disfattista venutosi a creare: “Noi dobbiamo andare al mondiale e ci sono tante altre partite. Io in questa squadra e in questo progetto credo” ha assicurato. Cattaneo gli ha chiesto se per caso non avesse pensato di mollare. E lui lo ha escluso.
 “Lasciare io? Non vedo possibilità di mollare in un momento così delicato” ha specificato, ricordando la votazione plebiscitaria con cui era stato confermato presidente della Federazione.

L’attacco del presidente della Lazio? Gravina ha detto di non volere rispondere a Lotito, per “non scendere al suo livello”. E ha ricordato come il problema del calcio italiano siano gli stadi e i vivai. Lo ha fatto ricordando i brillanti risultati ottenuti dalle nostre Under in tutte le competizioni giovanili. La tesi quindi, che ha lasciato dedurre, è che si tratta di aspettare queste nuove generazioni di giocatori per vedere un cambio di passo del mostro calcio. Che ci sarà tra tre o quattro anni anche se non abbiamo i super talenti giovani che in questo momento possono vantare Francia, Spagna, Germania.

Marco Cattaneo con Gabriele Gravina

Luciano ha un animo nobile

Ma intanto c’è da portare a casa la qualificazione al prossimo Mondiale e così Cattaneo gli ha chiesto della solidità della posizione di Spalletti. Che Gravina ha dipinto come “un animo nobile che sta cercando in tutti i modi di portare avanti un progetto straordinario: gli attacchi che sta subendo sono immeritati e lo dico con la morte del cuore”.

Il presidente non ha smesso di lodare il trainer e anzi a ha rilanciato: “E’ la persona più bella che ho incontrato nel calcio – ha aggiunto – E’ un signore. L’ho trovato molto combattivo, ha indossato la sua armatura di chi crede nei valori del calcio, è molto ferito, rappresenta il suo ruolo come un servizio all’Italia. Se lui ha responsabilità, se le ho io, è perchè forse non siamo stati bravi a far capire a questi ragazzi l’orgoglio di rappresentare la maglia azzurra. Dobbiamo affrontare i momenti critici alzando la testa e dobbiamo rialzarci subito”.

Il n.1 del calcio però non ha escluso nulla e non si è sbilanciato sul futuro dell’allenatore. Che però è diventato noto meno di un’ora dopo.

Quando Spalletti nella conferenza stampa in vista della partita contro la Moldavia è andato dritto al punto senza paura: ” Ieri sera siamo stati insieme un bel po’ con il presidente Gravina, e mi ha comunicato che sarò sollevato all’incarico. Io non avrei mollato, ma esonero è, e devo prenderne atto. Quando le cose non vanno bene preferisco restare al mio posto, continuare a fare il mio lavoro. Con Gravina ho un buonissimo rapporto ma ne devo prendere atto” ha ribadito Spalletti.

Luciano Spalletti (foto Ansa)
Luciano Spalletti (foto Ansa)

Tradito da chi?

Concludendo amaramente, prima di lasciare anzitempo la conferenza stampa visibilmente commosso e con gli occhi lucidi: “Vincere e convincere domani sera sarà sicuramente importante per aprire il ciclo a chi verrà dopo di me. Io amo questa maglia, i calciatori che ho allenato, e domani sera chiederò loro di dimostrare tutto ciò che hanno. Non sono riuscito a farli essere il meglio di quelli che sono, ho visto tanti calciatori sottotono”.

Alla domanda se si è sentito tradito da qualcuno o qualcosa, Spalletti è rimasto zitto ed ha preso una pausa. Poi ha detto: “Tradito?”.

Luciano Spalletti (foto Ansa)
Luciano Spalletti (foto Ansa)

Ha scosso la testa, ha quindi elencato i nomi dei suoi più stretti collaboratori, poi si è alzato e a capo chino ha lasciato la sala. Presente anche Gravina che nel frattempo era arrivato da Parma e non ha parlato, ma ha seguito Spalletti mentre i cronisti salutavano l’ex ct con un applauso.