Voto sempre più bersaglio di fake news e manipolazione. Ma non con l’AI

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Uno studio sul superciclo elettorale del 2024 dimostra come il voto sia sempre più un target da colpire per raggiungere scopi geopolitici. Influencer e social sono tra i principali attorni di manipolazione, mentre l’AI (per fortuna) ha avuto al momento effetti meno dirompenti e legati alla satira.
Ma non c’è solo l’algoritmo. Tra le sfide che hanno inciso spunta anche il clima

Nel 2024, in tutto il mondo sono andati a votare 1,6 miliardi di persone, in 74 elezioni nazionali in 62 Paesi e in 43 di queste tornate elettorali ci sono stati casi di disinformazione e di informazione fuorviante “che hanno minato la credibilità degli attori politici o del processo elettorale stesso”.

È quanto emerge dal nuovo rapporto sul superciclo elettorale dell’anno scorso, pubblicato dall’Istituto internazionale per la democrazia e l’assistenza democratica (International Idea) e basato sull’analisi di esperti e sul portale Global Election Monitor (Gem).

Equilibri geopolitici

Il dato non può che mettere ulteriormente in evidenza come l’ambiente informativo intorno alle elezioni rimanga un “obiettivo strategico” per “gli attori delle minacce ibride, come parte delle strategie di guerra non convenzionali per raggiungere scopi geopolitici”.
“Nel 2024 – si legge nel report ripreso in vari passaggi da Ansa – sono stati rilevati casi di minacce ibride contro le elezioni – attraverso operazioni condotte da attori cinesi, iraniani e russi – in Paesi dell’Ue, oltre che in Georgia, Stati Uniti, Moldavia, Taiwan e Isole Salomone”.

Social, influencer e AI

“Centrale” il ruolo di social e delle app di messaggistica privata “nell’esecuzione di azioni maligne”.
La trasformazione di Twitter in X, sotto la proprietà di Elon Musk “ha avuto notevoli implicazioni per la sua base di utenti e per il tipo di discorso che promuove” con “cambiamenti strutturali e di moderazione dei contenuti che hanno spostato la demografia degli utenti, con un notevole aumento delle voci di destra e conservatrici”.

In ascesa, le piattaforme di video sharing, come Instagram e TikTok, con il colosso cinese che ha acquisito “una trazione particolarmente elevata per i contenuti politici” in diversi Paesi nel mendo, inclusi Usa, Ue e Regno Unito.
Un ruolo “significativo nella manipolazione delle elezioni in tutto il mondo nel 2024” è stato giocato dagli influencer, spiega il rapporto, riprendendo un’analisi di Freedom House secondo cui gli influencer hanno agito come “superdiffusori di messaggi favorevoli ai candidati filo-russi o, nel caso di Taiwan, di narrazioni volte a scoraggiare il voto”.

Più circoscritto il ruolo dell’intelligenza artificiale. Secondo gli esperti la tecnologia è stata impiegata durante le campagne elettorali “principalmente per scopi satirici piuttosto che per esplicite manipolazioni, rivelandosi meno dirompente per le elezioni di quanto si temesse”.

Contestazioni, violenze e clima

Tra le sfide che hanno caratterizzato il superciclo elettorale del 2024, il rapporto ha messo in fila le campagne di disinformazione, gli eventi climatici estremi, la negazione dei risultati elettorali, la manipolazione degli algoritmi dei social media.
L’analisi ha rilevato come i risultati delle elezioni siano stati contestati nel 40% dei casi monitorati dagli esperti. La maggioranza dei cittadini in 11 dei 19 Paesi esaminati ha espresso dubbi sui risultati ufficiali.

La disinformazione è stata presente in almeno l’80% delle 74 elezioni monitorate dal Gem, a dimostrazione, scrivono gli esperti, di come l’approccio deregolamentato dei social media, l’uso aggressivo delle fake news e la difficoltà di tracciare i flussi finanziari stiano creando sfide significative per garantire condizioni di parità ai candidati alle elezioni.

Tra le minacce che incombono sul voto, anche la cybersecutity – il 13% ha subito attacchi informatici- e i cambiamenti climatici. Ben 15 Paesi si sono trovati a gestire eventi meteorologici estremi, tra cui El Niño, durante le operazioni di voto. I rischi naturali, come inondazioni, ondate di calore e tempeste tropicali, hanno colpito almeno 20 elezioni primarie, subnazionali, nazionali e sovranazionali nel 2024.

Nonostante lo storico e pacifico trasferimento del potere nel 2024, in particolare nell’Africa sub-sahariana, la violenza legata alle elezioni è continuata, con attacchi mirati contro i candidati politici e la violenza da parte di gruppi armati illegali e sponsorizzati dal governo in vari Paesi.
In particolare, il rapporto denuncia la violenza di genere durante i periodi elettorali, registrata in 28 elezioni nazionali, in spazi pubblici, privati e online. Infine le irregolarità elettorali, un problema perenne nelle elezioni. Episodi di violazione indebita delle regole, acquisto di voti o tentativi di frode sono stati registrati in almeno 17 elezioni nazionali.