Secondo Wpp Media, per la prima volta i contenuti generati dagli utenti attrarranno più ricavi pubblicitari di quelli prodotti professionalmente. Una svolta epocale nel settore dei media.
La divisione di previsione e analisi dei ricavi pubblicitari del gruppo pubblicitario londinese WPP prevede che quest’anno oltre la metà dei ricavi pubblicitari legati ai contenuti proverrà da piattaforme che ospitano materiale generato dagli utenti – come YouTube, TikTok e Instagram – anziché da contenuti prodotti da reti tivù, cinema o testate giornalistiche.
Una crescita dovuta a nuove scelte di consumo
Sommando pubblicità, sponsorizzazioni e collaborazioni con brand i ricavi dei creator aumenteranno nel 2025 del 20%. e sono destinati a più che raddoppiare entro il 2030, fino a raggiungere i 376,6 miliardi di dollari.
Questi dati dipendono dalla preferenza degli utenti per i formati brevi, personalizzati, accessibili da smartphone, veicolati da singoli creator e in grado di riflettere i loro interessi e valori.
Pertanto post, video, podcast finiscono per attirare non solo l’attenzione, ma anche gli investimenti degli inserzionisti.
Confini sempre più sfumati
Wpp evidenzia che la distinzione tra contenuto amatoriale e contenuto professionale è ormai poco netta, perché molti creator utilizzano attrezzature di alta qualità e collaborano con media tradizionali.
Al tempo stesso però il rapporto sottolinea anche che la scelta di contenuti personalizzati modifica il rapporto tra utenti e pubblicità. Gli utenti tendono infatti a fidarsi dei propri creator di riferimento e le loro scelte di acquisto ne sono fortemente condizionate, a discapito dei messaggi pubblicitari veicolati in ambienti regolamentati e professionali.
Media tradizionali sotto pressione
La conseguenza diretta per il mondo dei media tradizionali è un’erosione delle entrate pubblicitarie e una crescente necessità di adattamento. Nel Regno Unito, ITV ha annunciato un’importante riorganizzazione della programmazione diurna, con centinaia di posti di lavoro a rischio. Channel 4 ha deciso invece di investire in uno studio interno e nella diffusione di contenuti su piattaforme come TikTok e YouTube, con l’obiettivo di attrarre un pubblico giovane.
Nuove sfide per l’informazione
Douglas McCabe, ceo di Enders Analysis, parla di “un enorme cambiamento culturale in un periodo molto breve”, evidenziando che la sfida per il giornalismo sarà ora quella di comunicare con forza i propri metodi e valori, in un contesto dove la scoperta dei contenuti tramite motori di ricerca è in calo.
E dove le big tech sono protagoniste indiscusse del nuovo ecosistema mediatico: nel 2024, infatti, 5 aziende soltanto – Google, Meta, ByteDance (casa madre di TikTok), Amazon e Alibaba – hanno generato il 54% di tutti i ricavi pubblicitari globali.
Foto (YouTube): video presentazione Wpp Media












