Vanity Fair: Mark Guiducci nuovo direttore editoriale globale

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In carica dal 30 giugno, assumerà la direzione dell’edizione americana del magazine, dopo le dimissioni di Radhika Jones, e supervisionando insieme le versioni internazionali della testata, Italia compresa

Cambio alla direzione di Vanity Fair Usa. Il magazine dal 30 giugno sarà guidato da Mark Guiducci che raccogliendo il testimone Radhika Jones.

Figura interna al gruppo Condé Nast, Guiducci, 36 anni, finora era direttore editoriale creativo di Vogue. “Non c’è mai stato un momento migliore per Vanity Fair di adesso”, ha dichiarato il direttore entrante: “Ogni mattina si leggono notizie che sembrano opere liriche, drammi su grande scala — come una co-produzione tra Marcel Proust e Michael Bay”.

La nomina di Guiducci ha riflessi anche internazionali. A differenza dei suoi predecessori, insieme sarà anche direttore editoriale globale: avrà cioè la supervisione sulle edizioni di Vanity Fair nel mondo, tra cui quelle in Gran Bretagna, Francia, Italia e Spagna.

Jones alla direzione per 7 anni

Nonostante le difficoltà dell’editoria negli ultimi decenni, Vanity Fair resta una delle testate di punta di Condé Nast e la sua direzione è ancora considerata uno dei ruoli più ambiti del giornalismo americano. Fondata nell’era del jazz e rilanciata nel 1983, la rivista ha avuto direttori iconici come Tina Brown e Graydon Carter puntando i riflettori sui temi del lusso, di Hollywood e delle élite del potere.

Jones, che aveva assunto la direzione di Vanity Fair dopo la fine del mandato venticinquennale di Graydon Carter, sette anni fa, annunciato le dimissioni il 3 aprile, dichiarando di sentire “il richiamo di nuovi obiettivi nella vita” e “orrore all’idea di restare troppo a lungo alla festa”.
Durante la sua guida – in un periodo di profondi sconvolgimenti nel settore in cui ha puntato a diversificare gli autori e le celebrità in copertina – la diffusione di Vanity Fair è rimasta in gran parte stabile.

Nella foto: Mark Guiducci (foto LaPresse/AP)