Con le azioni CLASS fermate in Borsa dalla Consob, non si blocca comunque l’interesse del mercato per il destino di quello che Alliance News definisce il “secondo polo italiano di informazione economica e finanziaria in Italia”.
Al momento, Francesco Gaetano Caltagirone sembra puntare sulla conquista del collegio sindacale, ma il finanziere ed editore romano potrebbe voler schierare altri giornali nella lunga guerra di posizione per il controllo di Mediobanca e Generali, oltre a “Messaggero” e “Mattino”.
Ieri la Consob guidata da Paolo Savona, un economista da sempre in rapporti molto stretti con l’editore di CLASS, Paolo Panerai, ha fermato gli ordini di acquisto di azioni ordinarie CLASS senza limite di prezzo. Ieri il titolo aveva chiuso in rialzo del 28,6% a EUR0,126 per azione.
Caltagirone – come ha scritto Lettera 43 – è spuntato a libro soci con il 2,5%, ma potrebbe comprare con minimo sforzo finanziario il pacchetto del 15% detenuto da Andrea Bianchedi, che avrebbe già in tasca una ricca plusvalenza in soli due anni. Il patto di consultazione che aveva il 67% dei diritti di voto è destinato ad andare in frantumi. Bianchedi, erede di un ramo della famiglia Recordati, oggi è finanziere e filantropo.
All’assemblea del 26 e 27 giugno – ricorda sempre Alliance News – è quindi molto probabile che Caltagirone Editore – oggi su dell’1,8% -, che ha una capitalizzazione di EUR210 milioni (8 volte CLASS), riesca ad esprimere il presidente del collegio sindacale.
Le banche creditrici di CLASS, in questi ultimi due anni, hanno provato a trovare un compratore e si erano fatti i nomi del bolognese Andrea Pignataro della Ion, del campano Danilo Iervolino e di Leonardo Maria Del Vecchio.
Nell’aumento di capitale dell’autunno 2022, che ha salvato CLASS, si erano mosse in prima fila Carige (Bper), Pop Sondrio, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Bnp Paribas, Banco Bpm e Agricole e Amco.
Nel 2024, Class Editori ha registrato ricavi pari a EUR86,6 milioni e un rosso netto di EUR2,9 milioni.












