La dipendenza da smartphone è una sfida sempre più urgente, soprattutto tra le nuove generazioni. A lanciare l’allarme è Alessio Butti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’Innovazione, intervenuto ieri alla conferenza stampa “Dipendenza da smartphone, come ridurre il rischio”, organizzata dall’Intergruppo parlamentare Prevenzione e riduzione del rischio.
“Lo smartphone è uno strumento neutro – ha spiegato Butti – ma i modelli d’uso che si stanno diffondendo sono spesso dannosi. I rischi non sono solo fisici, come problemi posturali e insonnia, ma anche psicologici: ansia sociale, perdita di concentrazione, nomofobia. Non servono divieti o punizioni, ma un percorso educativo serio, un dialogo con i produttori per dispositivi più sicuri ed etici, e regole chiare a tutela dei giovani”.
Secondo Butti, solo un’alleanza tra famiglie, scuole, istituzioni e aziende potrà invertire questa tendenza preoccupante.
Sulla stessa linea Maria Rosaria Campitiello, capo del Dipartimento della Prevenzione del Ministero della Salute, che ha sottolineato come la prevenzione debba partire precocemente: “Il lavoro inizia in famiglia e prosegue tra i pari, durante l’adolescenza. L’uso eccessivo dei dispositivi digitali frammenta l’attenzione, altera il sonno, allontana dalla realtà e incide negativamente sulla crescita del cervello, interferendo con i meccanismi del piacere e della gratificazione”.
Campitiello ha ricordato l’importanza di scuola e famiglia come pilastri nella prevenzione: “Nel decalogo presentato agli Stati generali della prevenzione a Napoli, abbiamo incluso anche questo aspetto. È essenziale partire dai giovani, tenendo conto della loro vulnerabilità cognitiva. Le dipendenze rappresentano una delle principali sfide delle politiche di prevenzione”.
Infine, ha concluso: “L’1,5% del Fondo sanitario nazionale è destinato a queste azioni, anche se non è sufficiente. La chiave è una comunicazione chiara e diretta a bambini, ragazzi e famiglie, per renderli protagonisti nella lotta a un problema sempre più attuale”.












