I bianconeri sono stati ricevuti dal presidente prima dell’esordio nel Mondiale per Club negli Usa.
Stando al Washington Post, ieri durante una conferenza stampa nello Studio Ovale, il presidente degli Stati Uniti ha affrontato con tono ambiguo la guerra tra Iran e Israele, precisando: «Non ho ancora deciso se attaccare l’Iran»
Ha confermato di aver esaminato piani per eventuali raid, ma ha lasciato la decisione «all’ultimo secondo», ribadendo di non volere un conflitto, se non necessario.
Trump ha anche dichiarato che l’Iran è tenuto a fare un “accordo” per disinnescare la minaccia nucleare: «Se non lo fa, affronterà qualcosa di molto più brutale», dopo che il lancio da parte di Israele contro impianti iraniani era stato definito «eccellente» e «molto efficace» dal tycoon .
Intanto i giocatori della Juventus ascoltano
Nello stesso momento la delegazione della Juventus – guidata da John Elkann e accompagnata dal tecnico Igor Tudor, da alcuni giocatori come Federico Gatti, Dusan Vlahovic, Weston McKennie, Timothy Weah e Manuel Locatelli, e dal presidente FIFA Gianni Infantino – si trovava nello Studio Ovale per incontrare Trump.
Imbarazzo rotto dalla domanda a sorpresa di Trump
L’imbarazzo di dirigenti e calciatori bianconeri che si sono ritrovati ad ascoltare il tycoon che parlava di bombardieri e scenari nucleari è stato spezzato da una domanda di Trump inaspettata: «Una donna potrebbe far parte della vostra squadra?”, con riferimento alle recenti richieste del presidente di espellere dalle competizioni sportive gli atleti transgender.
“Abbiamo un’ottima squadra femminile” ha risposto il direttore generale della squadra Damien Comolli, eludendo il riferimento di Trump. Trump ha poi ribadito la sua posizione, ribattendo prontamente “Ma devono giocare con le donne!” e poi commentato “Sono molto diplomatici” riferendosi alla dirigenza bianconera.
Foto (Ansa)


















