Botta e risposta tra social e note ufficiali tra il conduttore di Report e Viale Mazzini. Un provvedimento – il primo dopo 27 anni in Rai – il richiamo su partecipazioni a La7 e dichiarazioni, scrive Ranucci. Nessuna contestazione disciplinare, replica l’azienda, ma l’invito a rispettare le regole.
‘Dopo 27 anni di Rai ho vinto un procedimento disciplinare’. E’ il titolo che Sigfrido Ranucci ha scelto per un post condiviso sul suo profilo Facebook in cui ha raccontato di aver ricevuto un richiamo per le sue partecipazioni a trasmissioni di La7, alla presentazione del suo libero ‘La Scelta’ a Mestre e una sua intervista senza “la necessaria autorizzazione aziendale”.
Il giornalista, conduttore di Report e vice direttore ad personam, ha etichettato la lettera come ‘provvedimento’, innescando una replica da parte dell’azienda. “Nessun provvedimento disciplinare”, la risposta contenuta in una nota ufficiale di Viale Mazzini, secondo cui nella missiva sono state “ricordate le vigenti regole aziendali”, con l’invito a fare più attenzione in futuro.
Il post di Ranucci
“Ieri sono stato convocato dal mio direttore Paolo Corsini, pensavo che mi rassicurasse sul fatto che le puntate di Report non verranno tagliate e che i compensi della mia squadra fossero salvi, anche solo per gratitudine per la qualità del lavoro svolto”, si legge nel post di Ranucci, corredato dalla foto della lettera firmata dall’ Ad Giampaolo Rossi, e dal direttore delle Risorse Umane, Felice Ventura.
Pensavo anche che mi avesse convocato per dire bravo a me e la squadra visto che ieri è uscito l’indice Qualitel, il sondaggio che la Rai è obbligata a fare in ottemperanza del contratto di servizio pubblico, e dove risulta che Report è il programma d’informazione più gradito. Invece no. Era semplicemente un provvedimento disciplinare”.
“Mi accusano di aver partecipato alla trasmissione della Gruber il 6 maggio, senza essere stato autorizzato”, ha proseguito Ranucci.
“Fatto non vero perché ero stato autorizzato dallo stesso Corsini telefonicamente per lanciare la seconda parte della stagione di Report. Poi di aver presentato il mio libro a Mestre, e di aver rilasciato un’intervista dove parlavo della minore libertà di stampa in Italia e del fatto che la gente si informava di meno. Non si riferiva alla Rai ma al mio libro ‘La Scelta’ edito da Bompiani. Poi mi si accusa di aver partecipato con una telefonata a Piazza Pulita per difendere Report e il collega Giorgo Mottola dalle accuse di manipolazione. Se devo prendermi un provvedimento per aver promosso e difeso la squadra e un marchio storico della Rai come Report, tutelato la libertà di stampa lo accetto con orgoglio. Oltretutto arriva dopo le interrogazioni di Fi sull’inchiesta su Mori e la commissione Antimafia, e la denuncia di Fazzolari per la puntata su Mediobanca”.
La nota Rai
“In relazione alla notizia che il conduttore di ‘Report’, Sigfrido Ranucci, sarebbe stato sanzionato per aver partecipato a un programma su La7 e per aver rilasciato dichiarazioni e interviste, Rai – si legge nel testo – precisa che non è stata fatta alcuna contestazione disciplinare nei suoi confronti”.
“Al vicedirettore ‘ad personam’ Ranucci sono state semplicemente ricordate le vigenti regole aziendali in materia di rapporti con gli organi d’informazione e quelle più specifiche che riguardano i giornalisti. Regole che, si ricorda, valgono per tutti i dipendenti e collaboratori Rai, nessuno escluso”.
“Nella lettera il vicedirettore ‘ad personam’ Ranucci è stato invitato in futuro a porre maggiore attenzione all’osservanza delle normative aziendali”.
Cdr Approfondimento: preoccupazione per richiamo a Ranucci
Accanto a Ranucci si è schierato il Cdr Approfondimento della Rai, esprimendo la sua preoccupazione. “Ogni cittadino ha il diritto a manifestare il proprio pensiero. I giornalisti hanno il diritto-dovere di informare. Dovrebbe valere per tutti, anche per i giornalisti e conduttori del Servizio pubblico. E invece… In Italia, in Rai, accade che se vai a parlare sul palco politico vicino al Governo, va bene e in Rai nessuno ha da ridire, ma se rilasci un’intervista sulla libertà di stampa non lo puoi fare”, si legge in una nota.
“Scopriamo oggi che Sigfrido Ranucci ha appena ricevuto un richiamo dalla Rai per aver parlato bene di Report, programma pluripremiato della Rai, e per aver rilasciato una intervista a un quotidiano proprio sul tema della libertà di stampa. Ovviamente, a titolo gratuito”.
Il Cdr Approfondimento ha ribadito dunque la sua forte preoccupazione “per il richiamo mosso dall’Azienda nei confronti di Sigfrido Ranucci per aver espresso la propria opinione in assenza di permesso aziendale scritto”.
L’invito all’Azienda è “a riscrivere le circolari sul diritto dei giornalisti ad esprimere opinioni al di fuori della Rai e, intanto, ad ottemperare alle sue stesse circolari rispondendo per iscritto ai giornalisti che ne fanno richiesta”.
“Il Cdr invita l’Ordine nazionale dei giornalisti a valutare la compatibilità di tali circolari con l’Articolo 21 della Costituzione italiana”. “Invitiamo i colleghi e i sindacati ad unirsi al Cdr Approfondimento nella battaglia che ci vedrà pacificamente impegnati il prossimo venerdì 27 giugno alle ore 17 davanti alla sede Rai di Napoli (durante i palinsesti). Per la tutela dei giornalisti di Rete e dei programmi di approfondimento che oggi vengono falcidiati e per il riconoscimento di una regolare testata per i programmi di informazione, oggi costantemente sotto l’attacco della politica”.












