Dagli Usa cattive notizie per l’editoria: solo il 17% paga per informarsi

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Lo rivela il Pew Research Center secondo cui nel 2024, negli Usa, l’83% degli utenti ha mostrato resistenza a riconoscere un valore economico all’informazione, finendo per rinunciarvi.

Da anni in calo di ricavi e pubblicità digitale che paga troppo poco, i giornali hanno spinto sempre più testate – non solo quotidiani – a introdurre paywall sui propri siti e app. Una scelta strategica, si diceva: il futuro è nei contenuti a pagamento. Ma non pare sia così. Dagli Usa – nazione che come i Paesi del Nord Europa ha sempre avuto una maggiore abitudine e predisposizione a questo tipo di pagamenti – arriva infatti una doccia fredda.

Secondo un sondaggio condotto a marzo dal Pew Research Center solo il 17% del campione dichiara di aver pagato per accedere ad un contenuto tramite abbonamento, donazione o diventando membro nell’ultimo anno.

Eppure il 74% dichiara di imbattersi in paywall almeno occasionalmente quando cerca notizie online. Tra questi, il 38% dice di incontrare articoli bloccati molto spesso o spesso.

Cosa fanno gli utenti davanti a un paywall?

Di fronte a un contenuto a pagamento, il 53% degli intervistati dichiara di cercare le informazioni altrove, il 32% di rinunciare del tutto a leggere l’articolo di proprio interesse e l’11% di provare a bypassare il blocco. Solo l’1% degli utenti accetta di pagare.

Perché gli americani non vogliono pagare per informarsi?

La principale ragione addotta dal campione di intervistati per non pagare il paywall richiesto da siti o app di informazione è che nel web è pieno di notizie gratuite (49%).

Altre motivazioni sono: il non sufficiente interesse per la news cercata (32%), il costo eccessivo della stessa (10%) e che le informazioni fornite non sono di qualità sufficiente da doverle pagare (8%).

Quali sono i gruppi più propensi a pagare?

Il 17% degli americani che nel 2024 ha pagato per accedere ad una testata giornalistica è in prevalenza over 50, bianco o asiatico anglofono; ha un reddito alto, un grado di istruzione elevato e vota per i democratici.

Ad esempio, afferma di aver pagato direttamente una fonte di notizie nell’ultimo anno il 27% dei laureati, una percentuale tripla rispetto a quella di chi possiede solo un diploma di scuola superiore o un livello di istruzione inferiore.

Foto (YouTube)