Regina della moda, tra le giornaliste più potenti al mondo, Wintour lascia il magazine dopo 37 anni, pur continuando a mantenere le sue cariche in Condé Nast. Chioma Nnadi in pole per raccoglierne il testimone
Si chiude un’era: Anna Wintour lascia la direzione di Vogue. La sua uscita è trapelata con indiscrezioni riportate da diversi media ed stata poi confermata dall’editrice Condé Nast al New York Post.
L’annuncio del passo indietro lo avrebbe dato di persona, pochi giorni fa, nel corso di una riunione con il suo staff. Wintour ha comunicato di essere alla ricerca di un nuovo leader per l’edizione americana del magazine – i primi rumors parlano di Chioma Nnadi, attualmente responsabile dei contenuti editoriali di ‘British Vogue’ -. Intanto continuerà a ricoprire i suoi incarichi di responsabile dei contenuti globali di Condé Nast e di direttore editoriale globale di Vogue.
I primi passi a Londra
Londinese di Hampstead, ma dagli anni’70 negli Usa, Wintour, giornalista tra le più potenti al mondo, è un’icona nel mondo della moda e non solo.
Iconici il suo taglio a caschetto, e gli occhiali da sole indossati anche in ufficio, che ne hanno alimentato la fama di direttrice glaciale, la boss esigente e difficile de “Il Diavolo Veste Prada”, il film da lei ispirato (anche se mai confermato) con Meryl Streep e Anne Hathaway. Così come iconici sono i ‘September Issue’ di Vogue e la firma che, dal 1995, mette all’organizzazione del Met Gala, ogni primo lunedì di maggio.
La sua carriera nel giornalismo di moda ha preso il via a Londra, per ‘Harper’s and Queen’, poi un primo trasferimento a New York, dove ha lavorato per testate come ‘Harper’s Bazaar’ e ‘Viva’, rivista erotica per “donne adulte” creata dall’allora moglie dell’editore di Penthouse Bob Guccione.
Nel 1985 il ritorno in Inghilterra, con il primo ruolo da caporedattrice alla guida di ‘British Vogue’. Qui si è guadagnata il soprannome di ‘Nuclear Wintour’, imponendo subito la sua impronta, licenziando gran parte dello staff per rinnovare la redazione.
Due anni più tardi è alla direzione di ‘House & Garden’ a New York.
Wintour a Vogue dal 1988
Nel 1988 l’approdo a ‘Vogue America’, in crisi di vendite. La sua prima – quella di novembre – copertina aveva per protagonista la modella Michaela Bercu con un paio di jeans da 50 dollari e un top gioiello di Christian Lacroix Haute Couture da 10mila dollari: era la prima volta che un capo denim arrivava sulla cover di Vogue.
Una strategia editoriale che avvicina la rivista a un pubblico più ampio, massiccio uso di celebrità in copertina, collaborazioni con i più grandi fotografi della moda, che trasformanoil magazine in un fenomeno culturale.
Dal 2013 Wintour ha assunto anche la direzione artistica di tutti i mensili del gruppo e da dall’estate del 2019 global content advisor, un titolo che le ha consentito di cementare il suo ruolo di protettrice del Dna di Condè Nast dopo la morte dell’editore storico e mecenate Si Newhouse.












