E’ finito nella polemica e nel veleno il quadriennio di Chiara Sbarigia alla presidenza di Cinecittà. La manager ha rassegnato ieri sera le sue dimissioni irrevocabili per “concentrarsi sulla presidenza di Apa e per candidarsi alla presidenza della Fondazione Maximo” come riporta una nota degli studios.
Le tensioni di Sbarigia-Borgonzoni con Giuli e l’affaire Longo

Una vicenda su cui il Ministero della Cultura invita a non diffondere ricostruzioni tendenziose, ma che arriva alla conclusione di settimane di polemiche e nel contesto di uno scontro interno al dicastero che trapela sempre più evidente. Da tempo infatti è nota una forte tensione tra il nuovo ministro Alessandro Giuli e la coppia di potere Chiara Sbarigia – Lucia Borgonzoni, l’una presidente di Apa (l’associazione dei produttori audiovisivi) oltre che di Cinecittà, l’altra sottosegretaria della Lega al Mic con delega al cinema. Sottosegretaria che fino ad ora si era ritagliata un ruolo centrale in ogni questione legata al settore dell’audiovisivo e nella gestione della delicata vicenda tax credit. Forte anche dell’alleanza con Sbarigia, impegnata in un doppio ruolo spesso considerato al limite del conflitto d’interesse.
Una coppia in forte contrapposizione con l’autorità del ministro. Come era diventato evidente a inizio giugno quando il Fatto Quotidiano aveva smascherato l’attività di Fabio Longo, uomo di fiducia di Borgonzoni e Sbarigia, consulente sia di Apa che di Cinecittà, che a un giornalista aveva proposto tremila euro per la moderazione di un dibattito all’Italian Global Series Festival di Riccione. Un evento reboot del Roma Fiction Festival fatto traslocare dalla capitale all’Emilia Romagna terra di Borgonzoni, organizzato da Apa, con soldi del ministero e di Cinecittà. “Puoi attaccare il Ministero e Giuli quanto vuoi, a loro non interessa, basta che non tocchi Borgonzoni o il conflitto d’interessi di Sbarigia” era stata la richiesta fatta da Longo al cronista del Fatto per la partecipazione prezzolata all’evento.
E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza di Giuli, già carico di tensioni accumulate e trapelate da accuse pubbliche della sottosegretaria al ministro sui ritardi dei fondi al cinema, in un’intervista a Libero. Si è arrivati all’esclusione della sottosegretaria, poi rientrata, da un vertice con il mondo del cinema da parte di Giuli e alla minaccia di ritirare le deleghe ministeriali. Poi una mediazione dei partiti, che ha portato a una tregua. Fino alla caduta di Sbarigia, che alla fine sembra ave fatto le spese dello scontro. Proprio alla vigilia della presentazione, da parte del Ministro in persona, delle nuove opere realizzate con il Pnrr agli studios di Cinecittà. Sbarigia, oggi pomeriggio, non ci sarà.











