Una rottura antipatica – quella tra Sky e WBD – per gli alto consumatori di sport. E che secondo alcuni osservatori si potrebbe tradurre in esiti svantaggiosi per entrambi i player.

Senza Eurosport ai canali 210 e 211, gli abbonati di Sky si perdono – certamente – le telecronache del ‘Magro’ (Riccardo Magrini) sul grande ciclismo (tra poco parte il Tour de France, a settembre ci sarà la Vuelta de Espana, ma vanno su Eurosport anche tutte le grandi classiche ed un profluvio di ulteriori discipline a due ruote), e poi ovviamente un bel po’ di appuntamenti degli sport invernali, il grande tennis per quello che riguarda le partite del Roland Garros e quelle degli Australian Open. Mentre Eurosport non potrà più contare sulla platea dei sottoscrittori di Sky, da cui finora aveva pescato la maggior parte dei propri spettatori. Senza questa sponda, inoltre, delicata sarà anche la ricerca di nuovo pubblico da girare agli spender e ai centri media. Anche sei i 4 eventi top in carniere molto vivono di super sponsorizzazioni e clienti fidelizzati collegati con i campioni.

Gli spettatori della pay di Andrea Duilio, però, potranno guardare una parte di questi eventi in chiaro sulla Rai (sulle generaliste ed eventualmente su RaiSport e Raiplay), ma non tutti. Non il grande tennis e, ad esempio, non la Vuelta, che fin qui non fa parte del bouquet Rai. E con il ramo diritti tv del servizio pubblico poco incline a fare investimenti ulteriori in uno sport, il ciclismo, dove non emerge un campione nazionale di livello dignitoso e in grado di vincere una corsa a tappe di tre settimane oramai dall’era di Vincenzo Nibali.
La distribuzione di Eurosport
Eurosport continuerà a trasmettere i propri canali su TimVision e Dazn, e da ospite su Amazon Prime, oltre che ovviamente su Discovery+ e (da gennaio 2026) su HBO Max.
Non c’è alcuna intenzione di ammazzare il marchio. In Uk, dove è sparito, è successo perché in quel Paese si rischiava una gran confusione con il resto dell’offerta sportiva di WBD, quella di TNT Sport, nata quando è stata rilevata l’offerta pay di BT.

L’azienda guidata da Alessandro Araimo è convinta di poter fare a meno della distribuzione di Sky e vuole rafforzare i rapporti con le altre piattaforme esistenti. Intanto, la brusca rottura con Sky ha prodotto, oltre che l’esilio di Sky, anche una fase di limbo di Discovery Channel. Il più classico dei marchi del gruppo, comunque, tornerà on air in chiaro dal prossimo autunno e le ipotesi in ballo, a quanto pare di capire sono tre. Potrebbe sostituire in video ma senza eliderne del tutto le offerte, i canali Motor Trend o Hgtv. Oppure conquistare una frequenza nuova. In chiaro – comunque sia – diverrà un canale concorrente di Focus, del gruppo Mediaset.

Le soluzioni alternative di Sky
Per Sky è già una realtà il bouquet di canali alternativi che ha sostituito quelli prima forniti da WBD. In tema Focus/Discovery Channel, la proposta pay assimilabile per target e tema è, ai canali 122 e 407, Sky Adventure.

Nel filotto sportivo, ai canali 210 e 211, invece, arrivano Legend e Sport Mix, che moltiplicano le possibilità del direttore Federico Ferri di articolare un bouquet di diritti e contenuti produttivi sempre solidissimo.
Qualche pensiero ulteriore, molto probabilmente, andrà fatto sulla copertura delle Olimpiadi di Milano-Cortina, benché anche in questo caso tramite il ricco programma ‘free’ di Rai, lo spettatore di Sky potrà comunque abbeverarsi di gare.












