La7, il Cdr: l’azienda cresce, ma la redazione è in sofferenza

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“Le cose in azienda vanno bene, ma a usufruire di questi risultati sono solo le star e gli azionisti”. È l’allarme lanciato dal cdr della rete nel corso di una conferenza stampa dalla sede della Fnsi a Roma

Il comitato di redazione di La7 denuncia una situazione paradossale. Mentre l’emittente registra ottimi risultati economici e di audience, i giornalisti delle redazioni vivono condizioni lavorative difficili.

L’allarme della redazione

Durante una conferenza stampa dalla sede della Fnsi a Roma, il cdr ha evidenziato come La7 sia “un’azienda che ottiene grandi risultati di pubblico e economici, ma non redistribuisce gli introiti ai giornalisti delle redazioni e dei programmi”. Ma, appunto, secondo i rappresentanti della redazione, solo le star televisive e gli azionisti beneficiano realmente del successo dell’emittente.

Il 3 luglio la presentazione dei palinsesti di La7

L’iniziativa del comitato di redazione ha una tempistica strategica. La conferenza stampa si è svolta a soli due giorni dalla presentazione dei palinsesti La7 per la nuova stagione televisiva, prevista a Milano per il 3 luglio. E coincide con la vigilia della festa organizzata da Enrico Mentana per celebrare i 15 anni alla direzione del TgLa7, mercoledì 2.
Il direttore del telegiornale ha annunciato sui social l’intenzione di radunare tutti coloro che hanno contribuito alla crescita del tg in questi anni. Tuttavia, una frase contenuta nel suo post aveva generato dubbi su un possibile addio, preoccupazioni che Mentana ha poi dissipato chiarendo di non avere intenzione di lasciare la direzione.

I problemi denunciati

Stefano Ferrante, membro del cdr e segretario dell’Associazione stampa romana, ha illustrato le principali criticità. Si parla di “contratti non applicati correttamente” per  i nuovi assunti, inquadrati con forfait inadeguati, “eludendo la contrattazione collettiva”. “C’è un grande divario tra i colleghi assunti con vecchio contratto e i neoassunti che vivono una particolare sofferenza, eludendo la contrattazione collettiva”, si legge nella nota.
“Le retribuzioni nell’emittente sono anche del 25-30% inferiori a quelle della concorrenza o di altre realtà editoriali del Gruppo Cairo. Inoltre, rimane una quota di precariato intorno al 25-30%, concentrato nelle redazioni dei programmi di approfondimento. Mancano, inoltre, riconoscimenti adeguati per la redazione e promozioni che consentano di coprire adeguatamente i ruoli apicali”, aggiunge Ferrante. 

Nonostante le difficoltà del personale, La7 ha registrato nel 2024 un miglioramento di tutti gli indicatori rispetto all’anno precedente, sia dal punto di vista economico che degli ascolti. Questa crescita è proseguita anche nei primi mesi del 2025.

La richiesta di cambiamento

Infine la richiesta all’azienda di avviare un confronto costruttivo per elaborare “un piano di sviluppo con un orizzonte nuovo, che consenta alla redazione di lavorare con soddisfazione”.