BBC accusata di censura su Gaza: 400 firme contro Robbie Gibb

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La lettera aperta firmata da attori, registi, storici e giornalisti BBC denuncia “censura e opacità” nella copertura del conflitto israelo-palestinese

Più di 400 personalità del mondo dell’informazione e dello spettacolo – tra cui Miriam Margolyes, Mike Leigh, Alexei Sayle e Juliet Stevenson – hanno firmato una lettera aperta indirizzata alla dirigenza della BBC per chiedere la rimozione di Robbie Gibb dal consiglio direttivo dell’emittente pubblica. Alla protesta si sono uniti anche 111 giornalisti della BBC, che hanno firmato in forma anonima per timore di ripercussioni.

Sotto accusa il legame con il Jewish Chronicle

Al centro della polemica c’è il ruolo di Gibb all’interno della BBC, ritenuto in conflitto con la sua precedente posizione come direttore del Jewish Chronicle Media, da cui si è dimesso solo nell’agosto 2024.

Gibb è anche noto per essere stato capo del team politico della BBC a Westminster che ha presieduto il consorzio che ha acquistato il Jewish Chronicle nel 2020 e spin doctor dell’ex premier Theresa May.

Secondo i firmatari, la sua influenza minerebbe l’imparzialità della BBC, specialmente nella copertura della crisi israelo-palestinese.

Polemica esplosa dopo lo stop al documentario su Gaza

L’iniziativa è stata resa pubblica alla vigilia della trasmissione su Channel 4 del documentario Gaza: Doctors Under Attack, originariamente commissionato dalla BBC alla Basement Films, ma poi bloccato con la motivazione che avrebbe potuto “creare una percezione di parzialità”.

La decisione di non mandare in onda il documentario – di cui la BBC ha restituito i diritti -, è considerata da molti firmatari l’ennesimo esempio di autocensura e doppio standard: da un lato, giornalisti BBC sarebbero stati censurati o accusati di parzialità per aver condiviso articoli critici verso Israele; dall’altro, Gibb continuerebbe a esercitare un’influenza significativa, nonostante le sue “note inclinazioni ideologiche”.

“Timore di criticare Israele”

Nella lettera si accusa la BBC di essere “paralizzata dalla paura di essere percepita come critica verso il governo israeliano”.

“Per molti di noi, i nostri sforzi sono stati ostacolati da decisioni opache prese ai più alti livelli della BBC senza discussione o spiegazione. I nostri fallimenti ricadono sul pubblico. Come organizzazione non abbiamo offerto alcuna analisi significativa del coinvolgimento del governo britannico nella guerra contro i palestinesi. Non abbiamo riportato la questione della vendita di armi né le sue implicazioni legali. Queste storie sono state invece pubblicate dalla concorrenza della BBC”.

Ruolo di Gibb insostenibile

I firmatari concludono chiedendo le dimissioni di Gibb dal consiglio e dal comitato per gli standard editoriali della BBC: “Crediamo che la sua presenza in questi ruoli sia ormai insostenibile. Chiediamo alla BBC di riaffermare i propri valori di imparzialità, onestà e informazione senza timore né favore”.

La risposta della BBC

Un portavoce della BBC ha risposto affermando che “discussioni robuste tra i team editoriali sono parte essenziale del processo” e ha ribadito l’impegno dell’emittente nella copertura imparziale del conflitto in Medio Oriente. Ha inoltre ricordato la recente produzione di documentari come Life and Death in Gaza e Gaza 101.

Foto (Ansa)