‘Squadra che vince si rinforza’ il mantra per la rete di Cairo, che si prepara ad accogliere il magistrato e lo scrittore per speciali sulla criminalità organizzata. Non siamo un partito, ribadisce l’editore auspicando una maggior presenza di voci dal centrodestra. Bene la pubblicità a +5%
“Un posto speciale” il Four Season di Milano per Urbano Cairo che qui, ha raccontato l’imprenditore, faceva le prime pionieristiche riunioni della sua concessionaria. Ci è tornato dopo un anno di pausa in un altra location per presentare i palinsesti autunnali di La7.
L’editore – come è tradizione – ha risposto a ogni tipo di domanda inerente il vasto campo dei suoi interessi, supportato per quello che riguarda La7, dal direttore Andrea Salerno e dal capo della concessionaria, Uberto Fornara.

Conferme e rinnovi pluriennali ‘difensivi’
Per la rete, il prossimo autunno – in sintesi – sarà all’insegna del motto “squadra che vince non si cambia”, con tante conferme, sia in prime time, sia in day time.
Il ritorno di alcuni titoli chiave e i rinnovi pluriennali degli accordi con alcuni dei principali conduttori/giornalisti sono stati la notizia fondamentale della mattinata.
Aldo Cazzullo, un successo con ‘Una giornata particolare’ ha siglato un biennale; Zoro e la squadra di ‘Propaganda Live’ un triennale. Quadriennale – in funzione anti Discovery – per Giovanni Floris, Massimo Gramellini, Lilli Gruber e Corrado Formigli.
Mentana, Barbero, Augias
E Mentana, che scade nel 2026? “Se vuole prolungare sono pronto, anche domani, lo stimo enormemente”, ha sottolineato l’editore. “Ovviamente, sarei felicissimo se domani mattina, o quando sarà, facesse un ragionamento per quel che riguarda un prolungamento di contratto. Quindi direi che da questo punto di vista non vedo problemi”. “Lo ha detto anche lui stesso, ieri, nell’incontro che ha avuto con la redazione del Tg La7 per festeggiare i 15 anni e mi ha confermato che non ha mai detto che avrebbe lasciato La7. Quelli apparsi sui suoi profili social erano dei post nei quali si è espresso secondo il suo modo di comunicare con tanta gente che lo stima e che lo apprezza. Ma -ribadisce- è assolutamente felice di stare a La7”.
Del resto, aggiunge Cairo, “il fatto che Mentana sia con noi da 15 anni e sia con me come editore di La7 da 12 anni abbondanti è un fatto di cui sono orgoglioso. Lui è un talento assoluto e il fatto di averlo con noi è un grande onore, un privilegio per quello che fa al telegiornale, piuttosto che per le invenzioni che ha avuto con le Maratone Mentana, con gli speciali e con tante altre cose. Insomma -conclude- lui sta bene a La7 e tra noi c’è un bellissimo rapporto personale. Dopodiché ne riparleremo al momento giusto”.
Alessandro Barbero? “Di base non vuole fare tv”, ha raccontato Salerno. “Sa che quando ne avrà voglia siamo pronti”. Intanto però i suoi contributi, con quelli pomeridiani di Corrado Augias, con ‘Babele doc’ – mentre ‘La Torre di Babele’ resta un caposaldo serale – sostituiranno, insieme alla serie tv ‘Grantchester’, il programma di Flavio Insinna ‘Famiglie d’Italia’.

Le novità
La7 comunque qualche novità, quasi inedita, la schiererà. In primo piano, ad esempio, ci sono le quattro puntate con Nicola Gratteri, procuratore di Napoli, che, in veste di professore, impartisce ‘Lezioni di mafie’ a una platea di studenti. E Roberto Saviano, sarà finalmente fuori dai claustrofobici studi tv, per le sei puntate del suo ‘La giusta distanza’.
Tra le altre chicche anche lo speciale sulla P2 di Fabrizio Gifuni/Gherardo Colombo e poi Ezio Mauro su Papa Francesco e Vladimir Putin.
Pubblicità meglio del mercato
Sia Cairo, sia Fornara hanno spiegato che la pubblicità in tv è andata molto bene nel primo semestre, crescendo del +5% rispetto al periodo omogeneo dell’anno passato. “Del resto, ha sottolineato Cairo, gli ascolti del prime time crescono del 9%, mentre quelli dell’intera giornata del 14%”.
Fornara ha sottolineato la qualità dei target raggiunti da La7. “I centri media dovrebbero prendere atto della nostra leadership tra i laureati e della nostra forza tra le famiglie alto spendenti”, ha spiegato. Mentre Cairo ha ricordato come i dati della ricerca Ipsos sottolineino l’importanza nei consumi e la rilevanza pubblicitaria del target 65-74.
Un riferimento l’editore lo ha fatto anche allo sciopero minacciato dai giornalisti per un contratto, che secondo il Cdr, ne mortifica e non ne valorizza l’apporto. “Ho grande rispetto e stima per i giornalisti di La7 e per tutti quelli che lavorano nel gruppo”, ha detto Cairo. “Quando ho comprato la rete c’erano 100 giornalisti e l’azienda era in fortissimo rosso. Non ho mai toccato la redazione e ho continuato a investire sull’informazione. Oggi i giornalisti sono 125, con 9 assunti negli ultimi 2 anni, in un contesto in cui non mi pare che ci siano in giro editori con grandi piani di assunzione”.
“Non voglio entrare nelle dinamiche sindacali, ma qui oltre alla garanzia del posto di lavoro c’è anche quella della libertà”. “La libertà, comunque – ha aggiunto Cairo – la considero un prerequisito, una cosa quasi scontata e ai primi posti nella mia personale tavola dei comandamenti dell’editore”.
La7 “libera e indipendente”
Cairo ha respinto la definizione di La7 come rete che dà voce all’opposizione al governo. “Non è posizioniata all’opposizione, noi non siamo un partito, noi siamo una rete televisiva libera, indipendente, con giornalisti di grande qualità, con dei professionisti molto capaci, i quali per di più invitano soggetti politici o opinionisti che appartengono a tutti gli schieramenti”.
“Poi magari ci piacerebbe anche che, come dire, molte volte alcuni inviti che noi facciamo per quel che riguarda la parte politica governativa, ma non dico dal punto di vista dei politici, ma anche semplicemente quel gruppo lì, ci piacerebbe che magari qualcuno in più venisse, ci farebbe piacere averli”. “La rete non ha un punto di vista, ospita diversi soggetti, politici e non, opinionisti e non, che hanno una loro idea della realtà”, ha concluso.












