L’intelligenza artificiale generativa: il turbo che taglia i tempi di lavoro

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di Carlo Nardello e Lorenzo Iannarilli

Negli ultimi anni, l’intelligenza artificiale generativa (Generative AI), con modelli come ChatGPT, sta rivoluzionando il modo di lavorare, portando a un drastico risparmio di tempo nelle attività professionali. Uno studio condotto dalla Stanford University e dalla Banca Mondiale su oltre 4.000 lavoratori ha evidenziato come l’adozione di questi strumenti sia cresciuta rapidamente, passando dal 30% al 43% in pochi mesi tra dicembre 2024 e aprile 2025.
Il beneficio più concreto riguarda il tempo: svolgere un compito con l’aiuto dell’AI richiede in media 30 minuti, contro i 90 minuti senza, riducendo quindi del 66% i tempi di lavoro in molte attività cognitive. Questo si traduce in un potenziale aumento della produttività fino a tre volte nei migliori casi. L’uso dell’AI, però, resta per ora intermittente, coinvolgendo circa un terzo della settimana lavorativa e mediamente 7 task a settimana.


I settori che più beneficiano di questo risparmio sono customer service, marketing, sviluppo software e attività di scrittura e documentazione, con prime applicazioni anche in sanità e consulenza. L’AI generativa si configura così come un “acceleratore cognitivo” capace di potenziare sia i lavoratori meno specializzati, moltiplicandone le competenze, sia i professionisti altamente qualificati.
Questi dati indicano che l’intelligenza artificiale generativa non è solo uno strumento creativo, ma una leva strategica per ripensare ruoli, competenze e modelli organizzativi, con un impatto trasversale che va oltre la semplice efficienza. Per aziende e policy maker diventa cruciale guidare un’adozione consapevole e inclusiva, per sfruttare appieno il potenziale di questa tecnologia e promuovere una trasformazione positiva del lavoro.

Carlo Nardello e Lorenzo Iannarilli