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Gli editori Ue: ‘Consent or Pay’ modello legittimo per stampa

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Emma ed Enpa difendono il sistema binario che consente l’accesso alle news pagando o autorizzando l’uso di dati per fini pubblicitari. Vietandolo, commenta Riffeser Monti – presidente Fieg – ricadute concorrenziali, precludendo l’accesso a informazione professionale

“Le associazioni europee degli editori di giornali Enpa ed Emma sostengono fermamente la legalità e l’uso dei modelli ‘Consent or Pay’ binari da parte degli editori di giornali come un metodo legittimo per monetizzare i contenuti editoriali e garantire un giornalismo sostenibile”.
E’ la presa di posizione delle due associazioni, rilanciata dalla Fieg.

“Mentre il dibattito su questi modelli continua in tutta Europa, anche nel contesto di procedimenti giudiziari e consultazioni pubbliche nazionali, Enpa ed Emma desiderano sottolineare il ruolo chiave di questi modelli nel sostenere un ecosistema mediatico pluralistico, professionale e accessibile”, hanno scritto. Spiegando: “i modelli ‘Consent or Pay’ permettono ai lettori di accedere ai contenuti editoriali pagando un corrispettivo in denaro o acconsentendo all’uso dei loro dati per ricevere pubblicità personalizzata”.
“Questo sistema favorisce l’indipendenza editoriale, offre agli editori l’opportunità di raggiungere nuovi lettori che potrebbero diventare abbonati, e garantisce che contenuti informativi di qualità restino accessibili anche per coloro che non possono o non vogliono pagare direttamente”.

“Qualsiasi iniziativa volta a proibire o limitare questi modelli, incluso l’obbligo di fornire una ‘terza alternativa’ senza pagamenti né trattamento dei dati, non solo sarebbe in contrasto con la sentenza C-252/21 della Corte di Giustizia, ma avrebbe anche gravi conseguenze economiche per le testate giornalistiche e i loro lettori”, hanno rimarcato. “Sarebbe, inoltre, contraria agli obiettivi di promuovere l’informazione professionale e prevenire i c.d. “news deserts” propri di una società democratica e pluralistica e ancora più importanti nell’attuale periodo di tensioni geopolitiche”.

Riffeser Monti: da divieto ricadute concorrenziali

“I contenuti editoriali hanno elevati costi di produzione, per cui offrirli sotto il valore di mercato non è sostenibile per gli editori. Le testate giornalistiche sono imprese che necessitano di monetizzare i loro contenuti e servizi; quindi, chiedere agli utenti di pagare per ciò che consumano, attraverso un abbonamento o un consenso, è una vendita legittima come quelle offline”, ha rimarcato Ilias Konteas, direttore esecutivo di Emma – Enpa.

Andrea Riffeser Monti, presidente Fieg, da parte sua ha sostenuto che “è essenziale mantenere in vita questo modello, sostenuto da una sentenza favorevole della massima Corte europea e ampiamente usato dagli editori in tutta l’Unione Europea. Un suo divieto non solo avrebbe ricadute concorrenziali, creando disparità di trattamento a danno degli editori italiani, ma danneggerebbe la società nel suo complesso, poiché a molti lettori italiani potrebbe essere precluso l’accesso a un’informazione professionale e verificata”.

“Enpa ed Emma hanno infine incoraggiato le istituzioni e le autorità per la protezione dei dati a “riconoscere il valore e la legittimità dei modelli ‘Consent or Pay’ binari e ad evitare azioni che potrebbero minacciare la sostenibilità economica della produzione di una informazione qualificata e indipendente”.