A sei mesi dall’inizio dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali, la macchina comunicativa di Milano Cortina 2026 intensifica il ritmo, cogliendo ogni occasione per attirare attenzione mediatica.
Questa volta è toccato a Venezia, scelta come scenografia per la presentazione ufficiale delle medaglie. Dopo il recente matrimonio da copertina di Jeff Bezos in laguna, sono sbarcati tra calli e gondole, anche il presidente della Fondazione Giovanni Malagò, il ministro Matteo Salvini, i governatori di Lombardia e Veneto, e due volti noti dello sport italiano come Federica Pellegrini e Francesca Porcellato, nessuna delle due legata agli sport invernali, ma molto riconoscibili sul piano simbolico.
Le sei medaglie, tre olimpiche e tre paralimpiche, sono firmate dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. Hanno forma circolare, 80 mm di diametro, 13 mm di spessore, e pesi che variano tra i 420 e i 506 grammi. La medaglia d’oro contiene 6 grammi di metallo prezioso.
Il design è semplice: da una parte i cerchi olimpici, dall’altra i tre agitos paralimpici. In mezzo, una linea netta che separa le due metà, pensata per rappresentare il dualismo tra Milano e Cortina, ma anche – nelle intenzioni – l’idea di una vittoria costruita sul sacrificio.


Malagò ha parlato di eleganza italiana e sostenibilità, assicurando che, a differenza delle medaglie delle ultime Olimpiadi, queste non si rovineranno nel tempo. “Sono eco-compatibili e riciclabili”, ha dichiarato.
Non sono mancati i riferimenti all’attualità internazionale. Il ministro Salvini ha espresso l’auspicio che gli atleti russi possano partecipare come “indipendenti” e ha evocato una tregua possibile nei “prossimi 50 giorni”, citando anche Donald Trump. Ha auspicato un podio condiviso tra un russo e un ucraino, idea che resta per ora più simbolica che concreta, vista la posizione ancora incerta del CIO.
Nel complesso, l’evento è sembrato più un’operazione d’immagine che un passaggio sostanziale nell’organizzazione dei Giochi. Ma in assenza di impianti completati o di grandi novità logistiche, anche una teca con sei medaglie in trasferta può diventare – con l’aiuto di una buona cornice – occasione per accendere i riflettori su un progetto che continua a viaggiare su un doppio binario: visibilità da un lato, incertezze infrastrutturali dall’altro.


















